“Quattro morti in poche ore non sono una tragica coincidenza. Sono il segno di un sistema che deve essere cambiato. Episodi con dinamiche diverse, avvenuti da Nord a Sud. Ma accomunati dallo stesso tragico esito: persone uscite di casa per lavorare e che non vi hanno fatto ritorno. Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie, ai colleghi e alle comunità colpite”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“È necessario avviare subito un confronto sulle misure da adottare per fermare questa strage. Non c’è più tempo da perdere. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali convochi con urgenza le organizzazioni sindacali. Le morti sul lavoro - ha proseguito Veronese - non accennano a diminuire. Il quadro è drammatico e il nostro Paese non può più tollerarlo. Anche i dati diffusi ieri dall’INAIL confermano la gravità dell’emergenza. Non servono misure episodiche. Occorre una strategia nazionale che metta la salute e la sicurezza al centro delle politiche del lavoro. Chiediamo un piano straordinario di assunzioni per l’Ispettorato nazionale del lavoro e per i servizi pubblici di prevenzione. Occorre intensificare la vigilanza, garantire una qualificazione rigorosa delle imprese e contrastare gli appalti al massimo ribasso. La formazione deve essere effettiva, adeguata alle mansioni e verificata nei risultati. È inoltre indispensabile rafforzare il ruolo delle rappresentanti e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Chiediamo - ha sottolineato Veronese - l’istituzione di una Procura nazionale specializzata in materia di salute e sicurezza sul lavoro, capace di coordinare le indagini e assicurare uniformità nell’azione giudiziaria.
Chiediamo anche l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro nei casi in cui la morte sia provocata da violazioni gravi o sistematiche delle norme di prevenzione. Ora - ha concluso Veronese - servono risposte concrete“.
Roma, 4 Novembre 2026




