“Abbiamo scelto di essere il Sindacato delle persone per agire a 360 gradi: per dare voce e difendere anche quelle lavoratrici e quei lavoratori del settore sportivo, troppo spesso dimenticati, senza diritti e che hanno bisogno del nostro sostegno”.
È quanto ha dichiarato il segretario organizzativo della Uil e responsabile dell’ufficio sport, Emanuele Ronzoni, in occasione del convegno “Giustizia sportiva al bivio, analisi e criticità”: una tavola rotonda con atleti, giuristi e istituzioni, per discutere e contrastare gli abusi nel lavoro sportivo.
“Abbiamo deciso di affrontare anche il tema della giustizia sportiva, perché riteniamo che si tratti di una questione che deve essere esaminata con più completezza per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori del settore il dovuto riconoscimento dei propri diritti e, contestualmente, la loro tutela. Sono ancora troppi, infatti - ha aggiunto Ronzoni - coloro che lavorano senza contratti, in un limbo fatto di lavoro nero, collaborazioni o prestazione d’opera senza assicurazione, senza previdenza e senza alcuna forma di garanzia. Pensiamo, ad esempio, ad alcune figure come gli arbitri e le arbitre o ai dirigenti delle società sportive, che sono veri e propri professionisti, ma non sono considerati come tali. Ciò è inaccettabile e perciò abbiamo già avanzato la richiesta del giusto riconoscimento dei loro ruoli. Così come - ha ribadito il sindacalista della Uil - siamo ancora in attesa di un incontro con la Federcalcio per affrontare la controversa vicenda del trattamento di fine attività dei calciatori. Su tutti questi aspetti - ha concluso Ronzoni - chiediamo a chi governa il mondo dello sport di trovare risposte immediate, perché si tratta di lavoratrici e lavoratori, esattamente come gli altri”.
Roma, 19 ottobre 2026




