“Non possiamo più accettare che la crescita dell’occupazione in Italia sia drogata dal lavoro sommerso. Nei settori più fragili, dove maggiori che altrove sono il dumping contrattuale, lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori e gli infortuni sul lavoro che non entrano nei numeri ufficiali, si concentra il 90% dell’intera occupazione irregolare in Italia”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“Il settore in cui vengono maggiormente calpestati diritti e tutele delle lavoratrici e dei lavoratori è quello dei servizi alla persona, ma alti tassi di irregolarità si riscontrano in agricoltura, commercio, trasporto, alloggio, ristorazione e costruzioni. Dietro l’aumento degli occupati irregolari - ha sottolineato Veronese - ci sono salari da fame, povertà, sfruttamento, caporalato, assenza di coperture previdenziali e assistenziali, altissimi rischi connessi alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che troppo spesso si traducono in morti sul lavoro ‘non denunciate’ “.
“La Uil - ha concluso Veronese - chiede un piano straordinario di visite ispettive da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro e delle forze dell’ordine nei settori a più alta incidenza di sommerso, l’assunzione di un congruo organico ispettivo, una forte stretta sui subappalti a cascata, e politiche e misure volte all’emersione e alla regolarizzazione, soprattutto, ma non solo, del lavoro di cura”.
Roma, 16 ottobre 2026




