“La decisione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza di uscire dalla rete europea Enoc desta forte preoccupazione, anche alla luce del confronto sviluppatosi al suo interno su un documento relativo ai diritti delle persone minorenni LGBTQIA+. Il principio di non discriminazione, il diritto all’ascolto e il superiore interesse del minore, sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sono riferimenti irrinunciabili”.
È quanto hanno dichiarato i segretari confederali della UIL, Ivana Veronese e Santo Biondo.
“Ogni persona minorenne è titolare degli stessi diritti e le Istituzioni hanno il dovere di garantirli, prestando particolare attenzione a chi è maggiormente esposto a discriminazioni ed esclusioni. Enoc - hanno precisato Veronese e Biondo - rappresenta un importante spazio di cooperazione tra istituzioni indipendenti, per condividere esperienze e buone pratiche e rafforzare la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Rinunciare a questa partecipazione - hanno sottolineato i due sindacalisti - rischia di ridurre le opportunità di confronto e la possibilità di contribuire alla costruzione di risposte comuni a livello europeo. Le divergenze, anche su questioni delicate, si affrontano attraverso il confronto, non rinunciando alle sedi di cooperazione».
«Per queste ragioni - hanno rimarcato Veronese e Biondo - chiediamo alla Garante di riconsiderare la decisione e di ripristinare la piena partecipazione alla rete Enoc. L’Italia torni a essere parte attiva della rete europea dei garanti per l’infanzia, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni e con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di tutela. Garantire i diritti di ogni bambina, bambino e adolescente - hanno concluso Veronese e Biondo - è una responsabilità comune, che non può ammettere distinzioni o discriminazioni».
Roma,14 ottobre 2026




