(redazionale) Roma, 30 settembre 2026) - Dopo la crisi di Ceuta, la Commissione europea presenta un piano in cinque punti per affrontare eventuali nuovi arrivi improvvisi alle frontiere dell’Unione. Più cooperazione con i Paesi terzi, rafforzamento di Frontex, sistemi di allerta, contrasto ai trafficanti e rimpatri più efficaci. Per la UIL, però, la gestione della migrazione non può essere ridotta a una questione di controllo delle frontiere: servono soprattutto ingressi regolari, lavoro e integrazione.
La crisi migratoria che durante l’estate ha interessato Ceuta spinge l’Unione europea a rafforzare ulteriormente la propria politica sulle frontiere esterne. Il 29 settembre la Commissione europea ha presentato un nuovo piano in cinque punti diretto a «prevenire, anticipare e rispondere» ad arrivi irregolari improvvisi e di grandi dimensioni.
Il punto di partenza indicato dalla stessa Commissione merita attenzione: gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione sono attualmente al livello più basso dal 2021. Non siamo quindi di fronte a un aumento generalizzato della pressione migratoria. È stata piuttosto...
Roma, 30 settembre 2026




