IMMIGRAZIONE  - Santo BIONDO
Paradosso immigrazione: il sistema che dovrebbe governarla continua a produrre irregolari
immi_220926.jpg
22/09/2026  Sindacato.  

(di Beppe Casucci) Roma, 22 settembre 2026 - Il dossier 2026 di “Ero Straniero” chiude sei anni di monitoraggio sulla sanatoria del 2020: 131.764 permessi rilasciati su oltre 220 mila domande. Ma mentre i rimpatri restano numericamente limitati e il decreto flussi trasforma solo una parte delle quote in effettivi rapporti di lavoro, torna a crescere il numero degli stranieri senza permesso. La proposta: superare la stagione delle sanatorie con meccanismi ordinari di emersione.

C’è un dato che riassume meglio di molti discorsi il problema dell’irregolarità in Italia. Alla fine del 2025 si stimavano 339 mila cittadini stranieri senza un regolare titolo di soggiorno. Nello stesso anno i rimpatri effettuati sono stati 6.772. Se, per pura ipotesi, il bacino restasse immutato e si procedesse allo stesso ritmo, occorrerebbero circa cinquant’anni per rimpatriare tutti. È uno dei numeri più significativi del nuovo dossier della campagna Ero Straniero, “(Ir)regolarità. Perché un nuovo paradigma è necessario”, pubblicato nel settembre 2026 e dedicato agli esiti definitivi della regolarizzazione straordinaria varata nel 2020. Il rapporto pone una questione che va oltre il giudizio sulla singola sanatoria: da dove nasce realmente l’irregolarità? E, soprattutto, gli strumenti utilizzati finora sono in grado di ridurla?

Da 517 mila a 321 mila, poi la risalita. Secondo le stime ISMU riportate nel dossier, nel 2020 gli stranieri irregolari erano circa 517 mila. Diventano 519 mila nel 2021, 506 mila nel 2022, 458 mila nel 2023 e scendono a 321 mila nel 2024. Nel 2025, però, la tendenza si inverte: 339 mila, 18 mila in più in un anno. Per Ero Straniero, una parte importante della diminuzione registrata negli anni precedenti è collegata proprio alla regolarizzazione del 2020, i cui effetti si sono manifestati con grande ritardo a causa della lentezza delle procedure. Ed è qui che emerge un primo paradosso. L’irregolarità non deriva soltanto dagli ingressi illegali. Può essere prodotta anche dalla perdita di un permesso di soggiorno, dalla fine di un rapporto di lavoro, dai mancati rinnovi, dalle lungaggini burocratiche e persino dal cattivo funzionamento dei canali legali di ingresso. Il dossier invita quindi a considerarla non come una condizione immutabile della persona, ma come una posizione amministrativa che può cambiare nel tempo. Il caso più evidente riguarda proprio il decreto flussi.

Il corto circuito del decreto flussi - Le quote stabilite annualmente dovrebbero rappresentare il principale canale per fare incontrare legalmente domanda di lavoro italiana e lavoratori residenti all’estero. Ma tra la quota programmata e il permesso effettivamente rilasciato si apre una voragine. Per il 2024, su 146.850 quote, il dossier registra 24.858 permessi di soggiorno in via di rilascio, pari al 16,9%. Per il 2025 il risultato, ancora provvisorio al momento della rilevazione, scende al 7,9%: 14.349 permessi su 181.450 quote. C’è di più. Ero Straniero stima che nel 2024 1.836 persone siano entrate regolarmente in Italia attraverso il decreto flussi senza riuscire successivamente ad accedere al permesso di soggiorno. Per il 2025, alla data della rilevazione, le persone nella medesima situazione di rischio sarebbero state 11.686. È probabilmente questo il punto politicamente e socialmente più rilevante del ...

Roma, 22 settembre 2026