“Condividiamo l’impostazione del decreto-legge che accelera i procedimenti per le attività di ricerca e produzione nazionale di idrocarburi, approvato ieri dal Consiglio dei ministri sia per quanto riguarda le estrazioni di gas naturale che di petrolio. È un intervento che sollecitavamo da tempo per affrontare un problema che incide da anni sulla competitività e la sicurezza energetica del nostro Paese e che è pagato a caro prezzo da lavoratrici, lavoratori e imprese”.
È quanto hanno dichiarano la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo, e la segreteria generale della Uiltec, Daniela Piras.
“Chiediamo ora a Regioni ed enti locali un’assunzione di responsabilità e un atteggiamento improntato alla leale collaborazione. Allo stesso tempo - hanno spiegato le due segretarie della Uil e della Uiltec - devono essere assicurati investimenti adeguati e ricadute economiche e occupazionali concrete ai territori che ospitano attività energetiche strategiche. Chiediamo poi che, in sede di conversione del decreto, il Governo valuti strumenti capaci di tradurre i maggiori volumi disponibili di gas nazionale in un beneficio concreto per il sistema produttivo italiano, destinandoli a meccanismi di Gas Release. Infine - hanno aggiunto Buonomo e Piras - l’accesso a queste misure deve essere accompagnato da precise condizionalità sociali e industriali, come il mantenimento dei livelli occupazionali, la qualità e la stabilità del lavoro, l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, gli investimenti produttivi e tecnologici, la formazione e la riqualificazione professionale e garanzie contro le delocalizzazioni”.
“Anche per quanto riguarda le estrazioni di petrolio occorre fare i conti con la realtà: questa è una materia prima ancora essenziale per il nostro Paese, la cui estrema dipendenza dall’estero ci rende tutti più vulnerabili. Per questo sarebbe anche opportuno ampliare la capacità di raffinazione. Il valore prodotto dalle risorse nazionali - hanno concluso Buonomo e Piras - deve tradursi in maggiore competitività, nuovi investimenti e lavoro di qualità nel nostro Paese“.
Roma, 11 settembre 2026




