LAVORO  - Ivana VERONESE
Veronese: “Dati Istat confermano perdita inarrestabile di giovani e laureati”
“Servono politiche attive efficaci per offrire lavoro stabile e dignitoso”
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04/08/2026  Sindacato.  

“I dati Istat confermano che l’Italia continua a subire una perdita inarrestabile di capitale umano qualificato. Nonostante una lieve flessione degli espatri nel 2025, il bilancio per le nuove generazioni resta in profondo rosso. Servono politiche attive del lavoro efficaci, che riconoscano il valore dei titoli di studio e garantiscano ai giovani un lavoro stabile, dignitoso e adeguatamente retribuito”

È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, commentando l’ultimo rapporto Istat sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente in Italia.

“Tra il 2019 e il 2024, l’Italia ha registrato una perdita netta di 161.000 giovani italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Nello stesso periodo - ha precisato Veronese - il saldo migratorio dei giovani laureati italiani (25-34 anni) ha segnato un passivo di 78.000 unità. La situazione è particolarmente allarmante al Sud dove tra il 2019 e il 2025, 150.000 giovani laureati hanno lasciato il Mezzogiorno per dirigersi verso il Centro Nord e l’estero. È inaccettabile che il nostro Paese investa nella formazione dei propri giovani, ma non sia in grado di offrire prospettive di lavoro e vita dignitose. Il fatto che il saldo migratorio totale dei laureati risulti lievemente positivo (+10.000 unità), grazie all’apporto di giovani qualificati stranieri (+88.000), non può essere usato come scusa per ignorare il problema. Occorre contrastare con decisione la precarietà e assicurare dei salari equi, ancorati ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. L’Italia deve tornare offrire ai propri laureati e laureate le opportunità che oggi sono spesso costretti a cercare all’estero. Senza giovani - ha concluso Veronese - l’Italia non ha futuro. È ora di invertire la rotta”.

Roma, 4 agosto 2026