Dopo oltre un decennio dall’introduzione degli strumenti per coinvolgere le amministrazioni comunali nel contrasto all’evasione fiscale, l’effettivo contributo dei Comuni è ancora insufficiente. La quota di compartecipazione, inizialmente elevata fino al 100% negli anni precedenti, dal 2022 è tornata al 50% delle somme riscosse. Secondo elaborazioni preparatorie alla legge di bilancio per l’anno 2025, il magazzino dei crediti fiscali locali ammonterebbe a circa 25 miliardi di euro. Quindi, a disposizione dei comuni, ci sarebbero stati 12,5 miliardi. Si tratta, ovviamente, di stime, ma se rapportate all’importo complessivo effettivamente recuperato dai singoli Comuni, il dato che emerge è davvero scoraggiante. Infatti, che l’importo spettante ai Comuni per le riscossioni effettuate nel 2024 ed erogato nel 2025, è pari a 2.508.439,46 euro. Siamo quindi circa allo 0,02 % di quanto potenzialmente recuperabile dalle amministrazioni locali.
È quanto evidenziato dall’analisi svolta dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno, Immigrazione della Uil, diretto dal Segretario confederale Santo Biondo, sui dati del Ministero dell’Interno relativi al contributo erogato ai Comuni per la partecipazione all’attività di accertamento e recupero dell’evasione fiscale.
Dallo stesso studio, tra l’altro, si evince che le somme in questione riguardano poche amministrazioni, mentre nella stragrande maggioranza dei casi l’ammontare recuperato è pari a zero o a poche decine di euro. In alcuni comuni, le cifre sono nell’ordine delle decine di migliaia, ma in rapporto alla popolazione risultano irrisorie. Solo a titolo di esempio, colpisce che a Roma, la capitale, si registrino solo 10.145 euro o che in tutta la Lombardia, la regione più popolosa, siamo a poco più di un milione.
“Occorre, pertanto - ha commentato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo - un rafforzamento degli uffici tributi, maggiori investimenti nelle competenze professionali, nella digitalizzazione e nella gestione associata delle funzioni, oltre a un supporto tecnico-operativo continuo da parte dell’Agenzia delle Entrate e delle altre amministrazioni competenti. A pagare di più le conseguenze di questo fenomeno - ha spiegato Biondo - sono soprattutto i lavoratori dipendenti, i pensionati e le famiglie, che contribuiscono regolarmente al sistema fiscale e subiscono un carico tributario elevato proprio a causa di chi le tasse non le paga. Il contrasto all’evasione fiscale, quindi - ha concluso Biondo - è fondamentale per rafforzare l’equità del sistema tributario, recuperare risorse da destinare ai servizi pubblici e ridurre la pressione fiscale su lavoratrici, È una grande battaglia di giustizia sociale in cui i Comuni possono e devono avere un ruolo strategico”.
Roma, 17 luglio 2026
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