“La ricostruzione del Centro Italia sta producendo risultati importanti sul piano degli investimenti, dell’avanzamento dei cantieri e della ripresa economica dei territori colpiti dal sisma. Bisogna trasformare questi traguardi in occupazione stabile, sviluppo duraturo e coesione sociale”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo, commentando il Rapporto 2026 sulla ricostruzione del Centro Italia presentato oggi a Roma.
“La ricostruzione - ha aggiunto Buonomo - rappresenta anche un’occasione per contrastare le fragilità storiche delle aree interne, segnate da spopolamento, invecchiamento della popolazione e carenza di servizi. Per riuscirci, occorre una visione più ampia della sola ricostruzione materiale. Servono infrastrutture, servizi pubblici efficienti, sanità, istruzione e opportunità occupazionali capaci di garantire alle persone la possibilità di vivere e lavorare con dignità nelle proprie comunità. Inoltre, la stessa transizione ecologica e digitale, i cambiamenti climatici e la crisi demografica impongono di integrare ricostruzione, prevenzione e sviluppo, rafforzando la resilienza dei territori. A tal proposito - ha precisato Buonomo - è necessario rafforzare la legalità negli appalti, la sicurezza nei cantieri e il contrasto al lavoro irregolare, garantendo la piena applicazione dei contratti collettivi e il coinvolgimento delle parti sociali nelle scelte strategiche per il futuro dei territori. Occorre, altresì, programmare fin da oggi il dopo-ricostruzione, valorizzando le professionalità maturate nei cantieri con investimenti nella manutenzione del territorio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nello sviluppo delle filiere produttive locali”
“Il caso del Centro Italia dimostra che senza lavoro di qualità, servizi efficienti e investimenti nelle persone non può esserci uno sviluppo duraturo. La vera sfida, quindi, non è solo ricostruire - ha concluso Buonomo - ma creare comunità più forti, inclusive e capaci di offrire un futuro ai giovani”.
Roma, 23 giugno 2026




