MEZZOGIORNO  - Santo BIONDO
Biondo: “Rapporto Svimez conferma che quando si investe, il Sud risponde”
“Consolidare crescita con investimenti per occupazione giovanile e contro divari territoriali”
biondo12_Imagoeconomica_2173516.jpg
19/06/2026  Sindacato.  

“Il rapporto SVIMEZ conferma che il Sud continua a rappresentare una delle principali leve di crescita del Paese, ma permangono ancora delle criticità”

È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.

“Per il quarto anno consecutivo, l’aumento del Pil del Sud è stato superiore a quello del Centro-Nord e, nel 2025, è cresciuto dello 0,7%, contro lo 0,5% nazionale. Quando lo Stato investe e programma, il Sud produce occupazione e crescita economica, dimostrando che le politiche di coesione e le risorse del PNRR possono ridurre i divari territoriali e sostenere lo sviluppo. In merito ai dati sull’occupazione, però - ha sottolineato Biondo - segnaliamo che, sebbene cresca più che nel resto del Paese, riguarda ancora troppo poco i giovani. La riduzione delle possibilità di ingresso stabile, di qualità e ben retribuito nel mercato del lavoro, insieme alla crescente segmentazione generazionale, è un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare. Persiste poi un divario salariale inaccettabile: un lavoratore standard del Sud percepisce mediamente circa 5 mila euro annui in meno rispetto a un lavoratore del Nord. Infine, il recupero del potere d’acquisto, pur avviato, non è ancora sufficiente a compensare le perdite accumulate negli anni dell’inflazione”.

“Occorre garantire continuità agli investimenti pubblici anche oltre il PNRR, per colmare i ritardi che il Mezzogiorno continua a registrare nell’accesso ai diritti sociali fondamentali. È, dunque, incompatibile una strategia di sviluppo e coesione per il Sud con un progetto di regionalismo asimmetrico che, nonostante i rilievi della Corte costituzionale, rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali e sociali del Paese. Il Mezzogiorno - ha spiegato Biondo - non è una questione territoriale ma nazionale: ridurre i divari significa rafforzare l’intero sistema economico italiano. La strada intrapresa è quella giusta, ma ora - ha concluso Biondo - occorre dare continuità alle politiche di sviluppo per consolidare la crescita economica e trasformarla in benessere sociale, occupazione stabile e opportunità per le nuove generazioni”.

Roma, 19 giugno 2026