“Per portare a compimento il Pnrr ci saremmo aspettati tutto tranne che una nuova revisione a tre mesi esatti dalla conclusione del piano. Siamo ai titoli di coda e siamo molto preoccupati per il ritardo nella messa a terra dei progetti”
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“Nonostante il nostro Paese, anche grazie a rimodulazioni e tagli, abbia raggiunto i target previsti, dobbiamo ancora spendere quasi 90 miliardi di euro. Con un simile ritardo - ha precisato Veronese - dovuto, tra l’altro, a un mancato ammodernamento della pubblica amministrazione, non avevamo certo bisogno di misure che rischiano di aumentare la burocrazia operativa, anziché semplificarla”.
“Crediamo ci sia bisogno di un maggiore coinvolgimento delle parti sociali e che, dopo il 31 agosto, insieme alla fase di monitoraggio e valutazione, si apra una seria riflessione sull’effettiva capacità di spesa, soprattutto negli interventi più complessi e infrastrutturali”
“Il nostro giudizio sul PNRR sarà rivolto a quanta occupazione aggiuntiva di qualità avrà creato, soprattutto per giovani e donne. E per il futuro - ha concluso Veronese - c’è la necessità di contrastare il rallentamento degli investimenti, ridurre le crescenti disparità regionali, generazionali e di genere, sia con l’’impiego delle risorse europee che di quelle nazionali, attraverso azioni volte a garantire uno sviluppo sostenibile che metta al centro il lavoro di qualità e retribuito il giusto.”
Roma, 3 giugno 2026




