FISCO  - Santo BIONDO
Biondo: “Progressività tributaria è minata da sistema addizionali”
“Chiediamo a Regioni e Comuni politiche fiscali più eque”
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03/06/2026  Sindacato.  

Il principio della progressività tributaria tende sempre più ad affievolirsi proprio nel livello di imposizione più vicino ai cittadini, quello locale. È quanto evidenziato dallo studio realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno, Immigrazione della UIL, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, che ha analizzato il sistema delle addizionali regionali e comunali IRPEF, mettendo in luce la mancata applicazione della logica redistributiva in molte aree del Paese. Mentre alcune Regioni e molti Comuni scelgono sistemi progressivi, con scaglioni e/o soglie di esenzione per i redditi più bassi, altri applicano aliquote sostanzialmente piatte. Questo significa che viene richiesta la stessa percentuale sia al contribuente con redditi modesti sia a quello con redditi elevati. Occorrerebbe introdurre criteri minimi obbligatori di progressività anche per le addizionali territoriali - ha commentato Biondo - prevedendo scaglioni coerenti con quelli nazionali e soglie di esenzione uniformi e realmente efficaci per i redditi bassi. Parallelamente, sarebbe opportuno rafforzare i meccanismi perequativi tra territori, riducendo la dipendenza degli enti locali dalle addizionali IRPEF come principale strumento di finanziamento. Garantire i servizi pubblici è indispensabile, ma il finanziamento di tali servizi non può avvenire comprimendo ulteriormente i redditi medio-bassi. Chiediamo, dunque, a Regioni e Comuni - ha concluso Biondo - a Regioni e Comuni di adeguare le proprie politiche fiscali al dettato costituzionale, adottando modelli di imposizione più equi, progressivi e coerenti con i principi di solidarietà e giustizia sociale su cui si fonda il sistema tributario italiano.

Lo studio in allegato