IMMIGRAZIONE  - Santo BIONDO
Biondo: “Decreto Flussi non funziona: troppe domande e poco lavoro”
“Superare rigidità sistema per unire ingressi regolari, integrazione e lavoro di qualità”
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08/05/2026  Sindacato.  

Il decreto flussi è profondamente inefficiente e disallineato rispetto ai fabbisogni reali del mercato del lavoro. Le previsioni in relazione alle quote 2024-2025 si sono tradotte solo in minima parte in ingressi effettivi e contratti di lavoro. Inoltre, il meccanismo del click day ha finito per premiare più la rapidità che la qualità delle opportunità lavorative. È quanto emerge dallo studio del servizio Stato sociale, Politiche economiche e fiscali, Mezzogiorno, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale, Santo Biondo, che ha confrontato i dati degli ultimi due anni, su domande, quote, visti, contratti e permessi di soggiorno finalizzati, estrapolati dai Ministeri competenti e da Erostraniero.

“Il decreto flussi è spesso utilizzato come canale improprio di ingresso, più che come strumento per rispondere a esigenze concrete del mercato del lavoro. Quando i canali regolari non funzionano - ha spiegato Biondo - si aprono spazi per l’irregolarità, il lavoro nero, il caporalato e le forme più gravi di sfruttamento. Bisogna superare la rigidità del sistema delle quote, ampliando i canali di ingresso fuori quota, più flessibili e aderenti ai fabbisogni reali. È altrettanto importante rafforzare i controlli, rendere più rapida ed efficiente la macchina amministrativa e seguire l’esempio della Spagna, che ha regolarizzato circa 500mila migranti, consentendo di ampliare la base contributiva e rendere più trasparente il mercato del lavoro, riducendo dumping e concorrenza sleale. Occorre una strategia che tenga insieme ingressi regolari, integrazione e lavoro di qualità - ha concluso Biondo - per governare un fenomeno ormai strutturale e garantire regole uguali per tutte e tutti”.

Roma, 8 maggio 2026

Lo studio completo in pdf