SANITA’  - Santo BIONDO
Biondo: “Serve manovra shock su Ssn per garantire diritto salute”
“Ocse certifica criticità su liste d’attesa, disuguaglianze e carenza personale”
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07/05/2026  Sindacato.  

“Serve una vera ‘manovra shock’ sul personale sanitario, il superamento del sottofinanziamento cronico e un piano straordinario per abbattere le liste d’attesa. Bisogna restituire centralità al Servizio Sanitario Nazionale, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute“.

È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.

“Il rapporto Ocse ‘State of Health in the EU’ presentato, oggi, al Cnel, riporta un quadro allarmante: nel nostro Paese, la spesa sanitaria pro-capite si ferma a 3.086 euro, circa il 19% in meno rispetto alla media europea. Questo significa meno risorse, meno servizi e più difficoltà per i cittadini. A ciò si aggiunge un paradosso tutto italiano: abbiamo una delle più alte densità di medici in Europa (+25% rispetto alla media UE), ma registriamo una carenza strutturale e cronica di infermieri, inferiore di circa il 20% rispetto agli standard europei”.

“È preoccupante anche il tema delle liste d’attesa: 2,7 milioni di persone sono oggi bloccate nell’accesso alle cure e il 7,6% dei cittadini rinuncia del tutto a curarsi. In parallelo - ha aggiunto Biondo - assistiamo a un boom della spesa sanitaria privata: oltre il 70% delle famiglie è costretto a pagare di tasca propria. Dunque, sebbene registriamo un’alta aspettativa di vita e l’eccellenza nella prevenzione, dall’altro, però, emergono con chiarezza criticità profonde. Senza un investimento straordinario sul personale, in particolare su quello infermieristico, il sistema non potrà reggere. Senza interventi strutturali e un vero percorso di integrazione con una sanità privata trasparente e regolamentata e senza il secondo pilastro - ha concluso Biondo - il rischio è quello di un progressivo arretramento del diritto costituzionale di tutte e tutti con conseguenze sociali inaccettabili”.

Roma, 7 maggio 2026