“Il Ddl sulla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale rischia di indebolire il sistema pubblico invece di rafforzarlo. Senza investimenti per assunzioni e valorizzazione del personale sanitario, ogni riforma è destinata a fallire”.
È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo, all’audizione presso la Commissione Affari sociali e sanità del Senato.
“Non si può riformare la sanità con una delega così ampia, senza un reale confronto con le parti sociali e con chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento del sistema. Inoltre - ha rimarcato Biondo - la clausola di invarianza finanziaria rende questa riforma poco credibile: senza nuovi investimenti strutturali e senza un piano straordinario per il personale, il rischio è di ampliare il ruolo del privato accreditato a scapito del pubblico, creando una “sanità a due velocità”, con personale impiegato nelle stesse funzioni ma con diritti e salari differenti. Tra l’altro, date le pre-intese sottoscritte da alcune Regioni sulla scia della legge 86/2024, che alimentano una competizione tra sistemi sanitari regionali, rischiamo anche un aumento delle disuguaglianze territoriali, a danno del diritto universale alla salute. Serve un cambio di impostazione - ha concluso Biondo - con più risorse e più lavoro, perché la sanità pubblica non è un costo, ma un investimento strategico per il Paese”.
Roma, 9 aprile 2026




