INDUSTRIA  - Vera BUONOMO
Buonomo: “Silicon Box a Novara rafforza base industriale Paese e sovranità tecnologica europea”
“Sarà determinante qualità del lavoro: definire condizionalità”
buonomo_ok3.jpg
31/03/2026  Sindacato.  

“L’Accordo di sviluppo per l’insediamento produttivo di Silicon Box a Novara rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento della base industriale del Paese e per la costruzione di un’effettiva sovranità tecnologica europea”.

È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo.

“Si tratta di un investimento complessivo di 3,2 miliardi di euro, sostenuto anche da risorse pubbliche, finalizzato alla realizzazione del primo impianto europeo di Silicon Box. Una scelta industriale - ha precisato Buonomo - che rafforza una fase della filiera finora concentrata in Asia e che così può aiutare l’Europa a superare criticità strutturali sul piano degli approvvigionamenti e dei tempi di produzione. L’intesa assume ulteriore rilievo alla luce dell’attuale contesto geopolitico. Rafforzare la produzione nazionale di valore aggiunto significa accrescere l’autonomia strategica e la resilienza del sistema industriale, in linea con la domanda di autonomia tecnologica avanzata dall’Unione europea e con gli obiettivi del Chips Act”

“Sul piano occupazionale - ha sottolineato la sindacalista della Uil - le 1.600 assunzioni dirette previste rappresentano un elemento significativo. Sarà determinante, tuttavia, la qualità del lavoro, che dovrà essere stabile, qualificato e pienamente tutelato. Analoga attenzione dovrà essere rivolta all’indotto, affinché generi sviluppo aggiuntivo e non processi di frammentazione produttiva. A fronte di un intervento pubblico di questa portata, è necessario definire condizionalità chiare e verificabili, con tempi certi di realizzazione, clausole occupazionali, piena applicazione della contrattazione collettiva e un presidio costante sulle ricadute industriali e sociali. Il progetto dovrà inoltre integrarsi con il sistema produttivo e della ricerca, evitando il rischio di un insediamento isolato e favorendo il radicamento della filiera sul territorio. In un settore strategico come quello dei semiconduttori – ha concluso Buonomo – la transizione tecnologica deve essere governata garantendo un equilibrio avanzato tra innovazione, sostenibilità e diritti del lavoro, rafforzando il ruolo della contrattazione e delle politiche attive per le competenze”.

Roma, 31 marzo 2026