“Siamo amareggiati e indignati. Come possiamo continuare a far finta di non vedere le gravi carenze in tema di salute e sicurezza in cui versa l’acciaieria di Taranto? E le condizioni inaccettabili in cui operano i suoi lavoratori e le lavoratrici, che siano diretti o in appalto? Basta!”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“Loris Costantino, morto appena poche ore fa, era un giovane lavoratore con qualche anno in meno di Claudio Salamida, morto lo scorso 12 gennaio. Non si può morire così: due persone, allo stesso modo, in un’acciaieria che - ha sottolineato Veronese - evidentemente ha problemi di manutenzione, di controlli, di verifiche e azioni che permettano alle persone di lavorare in sicurezza. Chi si assume ora la responsabilità di queste due morti? Chi pagherà per la vita di Loris e per quella di Claudio? Perché queste due morti non possono restare impunite. Ma non si può nemmeno stare con le mani conserte ad attendere la prossima vita messa in discussione! Aspettando che la Magistratura intervenga anche stavolta, noi - ha concluso la sindacalista della Uil - non arretreremo nel pretendere che chi sarà ritenuto responsabile paghi per queste due vittime innocenti, ma anche che si mettano subito in campo misure di tutela per chi lavora”.
Roma, 2 marzo 2026




