PARI OPPORTUNITA’  - UIL
Veronese e Biondo: “Su congedo paritario, governo non calcola costo disoccupazione femminile”
“Equa ripartizione lavoro di cura è investimento sociale”
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25/02/2026  Sindacato.  

“Usare la sostenibilità finanziaria per far naufragare il congedo paritario può sembrare inattaccabile, ma pecca di onestà intellettuale. La Ragioneria dello Stato ha quantificato il costo della misura: ma decidere se sostenerlo o meno è una scelta politica.”

È quanto hanno dichiarato i segretari confederali della Uil Ivana Veronese e Santo Biondo.

“Una delle cause principali dell’esclusione delle donne dal mercato del lavoro è la sproporzione del carico di cura. Allora ragioniamo anche di quanto costa la disoccupazione e l’inattività femminile, calcolando ciò che perdiamo restando fermi. I dati Inps parlano chiaro - hanno aggiunto i due segretari - le donne sono il 69,4 % delle persone laureate magistrali a ciclo unico, ma l’occupazione femminile si ferma al 53,3 %. Uno spreco di formazione e competenze: questo ce lo possiamo permettere?“

“Il congedo paritario garantisce alle donne che la persona che hanno accanto, se diventeranno madri, potrà partecipare tanto quanto loro alla cura, senza ritrovarsi a scegliere tra lavoro e maternità. È quindi, una leva strategica di politica familiare, specie in un contesto segnato dalla crisi demografica, che rafforza la stabilità del nucleo, migliora la qualità delle relazioni e contribuisce a ridurre la denatalità. Le donne non hanno bisogno di bonus, ma di un’occupazione di qualità, di servizi e di una reale condivisione della genitorialità. Renderla effettiva significa investire sul benessere delle famiglie e delle nuove generazioni, traducendo in scelte coerenti quella centralità della natalità e del nucleo familiare tanto richiamata nel dibattito pubblico e che – hanno concluso Veronese e Biondo - richiede misure strutturali, non soltanto dichiarazioni”.

Roma, 25 febbraio 2026