La gestione delle risorse del Pnrr, dedicate alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, procede con gravi ritardi e inefficienze. È quanto emerge dallo studio del servizio Stato sociale della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, in collaborazione con la Uilfpl e la segretaria generale di categoria, Rita Longobardi, che ha analizzato i dati sulla spesa effettiva delle risorse per l’informatizzazione e la digitalizzazione della Sanità.
Nello specifico, per l’“ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero”, su un totale di 3.1 miliardi di euro a disposizione, è stato speso solo il 39% delle risorse. Per il “rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati sanitari”, la spesa effettiva è ferma al 31%, e per la misura “Telemedicina per un migliore supporto ai pazienti cronici”, è pari all’11% del totale. “È necessario un processo di armonizzazione legislativa a livello nazionale - hanno commentato Biondo e Longobardi – per costruire una rete unificata dei dati sanitari e favorire la digitalizzazione del Servizio sanitario, in coerenza la normativa europea. Occorre implementare l’attività di monitoraggio con la valutazione dei risultati concreti delle misure, offrire una formazione continua del personale e scongiurare la definitiva frattura tra le strutture pubbliche, legate a tecnologie obsolete, e quelle private, che adottano sistemi avanzati. Le risorse del Pnrr per la medicina digitale – hanno concluso Biondo e Longobardi - sono decisive per costruire un nuovo modello di sanità pubblica fondato sulla prossimità, sulla continuità delle cure e sulla presa in carico dei bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita. Non possiamo permetterci di sprecarle”.
Roma, 18 febbraio 2026



