“Il reato di caporalato contestato dalla Procura di Milano a Glovo–Foodinho descrive un problema che denunciamo da tempo: migliaia di rider ricevono retribuzioni al ribasso e operano senza tutele, a causa dell’applicazione del CCNL Assodelivery–UGL, con condizioni economiche e normative inferiori a quelle previste dai contratti comparativamente più rappresentativi“.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo.
“In questo contesto, le piattaforme continuano a trasferire su lavoratrici e lavoratori costi, rischi e responsabilità che non dovrebbero gravare su di loro, alimentando anche le forme del cosiddetto caporalato digitale: intermediazioni irregolari, gestione opaca degli account e pratiche che sfruttano le zone grigie di un sistema rimasto troppo a lungo senza regole uniformi e senza un perimetro contrattuale solido. Il controllo giudiziario disposto dal tribunale – ha aggiunto Buonomo - è un passaggio importante, ma non può sostituire la necessità di un quadro contrattuale e normativo corretto e di una rappresentanza riconosciuta. Pertanto – ha concluso Buonomo - continueremo a rivendicare l’applicazione dei contratti nazionali comparativamente più rappresentativi, il superamento dei contratti pirata, il contrasto al dumping e, soprattutto, l’attuazione rigorosa della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforma”.
Roma, 9 febbraio 2026



