L’italiano si consolida come lingua comune del Paese mentre l’uso dei dialetti continua a ridursi drasticamente. Oltre il 10% della popolazione ha una lingua madre diversa dall’italiano, dato che coincide in larga parte con l’immigrazione e le seconde generazioni. Una quota significativa non utilizza l’italiano nella vita quotidiana, aprendo una nuova frattura linguistica e sociale.
(redazionale) Roma, 3 febbraio 2026 - L’Italia parla sempre più italiano, ma non tutta l’Italia parla la stessa lingua. È questa la lettura più realistica che emerge dall’ultimo rapporto ISTAT sull’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, riferito al 2024. Un quadro che racconta un Paese apparentemente più omogeneo, ma in realtà attraversato da una trasformazione profonda.
In quasi quarant’anni l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi: dal 32% del 1988 al 9,6% del 2024. L’italiano è diventato la lingua dominante della comunicazione quotidiana, soprattutto nei contesti pubblici. Oggi quasi una persona su due parla solo o prevalentemente italiano in tutti gli ambiti relazionali, una quota in costante crescita rispetto al passato.
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