“Il Libro Bianco sul Made in Italy 2030 rappresenterà una strategia industriale davvero efficace solo se l’approccio sarà fondato sull’analisi dei dati e sulla capacità dello Stato di orientare i cambiamenti”.
E’ quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo.
“Restano ancora poco chiari i nodi fondamentali degli investimenti strategici, delle priorità, delle risorse, dei tempi di realizzazione e soprattutto degli effetti sull’occupazione e sulla qualità del lavoro. L’istituzione di una Conferenza Permanente delle filiere, inoltre - ha precisato Buonomo - rischia di rimanere inefficace senza un coinvolgimento reale e strutturato delle parti sociali. E’ indispensabile anche stabilire delle condizionalità chiare sugli incentivi affinchè le risorse pubbliche vadano solo alle imprese che applicano i Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e garantiscono occupazione stabile, investimenti, legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono condivisibili i principi della neutralità tecnologica, dell’autonomia strategica e della riforma degli aiuti di Stato, ma la loro declinazione deve essere coraggiosamente europea. Bisogna superare la logica del debito nazionale: senza risorse comunitarie, l’Italia rischia di restare schiacciata dalla capacità di spesa dei partner più forti”.
“A oltre un anno dal Libro Verde, ci aspettavamo un cronoprogramma certo e modalità di finanziamento definite. Le quattro transizioni stanno già trasformando il mercato del lavoro e le risposte - ha concluso Buonomo - non possono più attendere”.
Roma, 30 gennaio 2026



