“Quanto sta accadendo in Sicilia, e in particolare a Niscemi, conferma che non possiamo continuare a intervenire solo dopo le emergenze: è indispensabile una strategia strutturale che tenga insieme il rischio sismico e il dissesto idrogeologico”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo.
“E’ noto da tempo che l’area di Niscemi è ad alto rischio franoso, specie con gli effetti del cambiamento climatico. Tuttavia - ha rimarcato Buonomo - le opere necessarie di consolidamento e prevenzione non sono state realizzate in tempo, nonostante la disponibilità di risorse e di piani di intervento nazionali e regionali per la mitigazione del rischio idrogeologico. A ciò si somma anche l’assenza di una visione ambientale integrata, capace di coniugare tutela del suolo, pianificazione urbanistica, adattamento ai cambiamenti climatici e sicurezza delle comunità locali”.
“Servono investimenti certi, programmazione, rafforzamento delle competenze pubbliche e un coordinamento efficace tra Stato, Regioni ed enti locali. La prevenzione non è un costo - ha concluso Buonomo - ma un investimento sociale, economico e occupazionale: mettere in sicurezza il territorio significa salvaguardare vite umane, tutelare il lavoro, difendere l’ambiente e garantire un futuro sostenibile alle aree più esposte del Paese, a partire dal Mezzogiorno e dalla Sicilia».
Roma, 28 gennaio 2026



