CASSA INTEGRAZIONE  - Ivana VERONESE
Veronese: Cassa Covid e blocco dei licenziamenti sono stati fondamentali per la tenuta occupazionale
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18/03/2021  | Occupazione.  

 

 

Numeri altissimi quelli della cassa integrazione con causale Covid durante 11 mesi di pandemia. Sono state, infatti, autorizzate circa 4,4 miliardi di ore da aprile 2020 a febbraio 2021, che equivalgono, in termini di tenuta occupazionale, ad oltre 2,3 milioni di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione a zero ore, a cui l’ammortizzatore sociale emergenziale ha permesso la conservazione del posto di lavoro.

 


Circa la metà delle ore sono state assorbite dalla cassa integrazione ordinaria.
Il Fis e la Cassa Integrazione in Deroga, si sono concentrati, soprattutto, a fornire un sostegno al reddito a quell’occupazione operante nei settori della ristorazione ed alberghiero, maggiormente colpiti.

 


Ma oggi, grazie ai dati diffusi dall’Inps, è possibile avere anche il bilancio 2020, non propriamente felice, dei rapporti di lavoro attivati nel corso dell’anno appena passato. Complessivamente sono stati attivati 5 milioni di rapporti di lavoro, con una flessione del 30% rispetto al 2019. Viene registrata una riduzione di 1 milione di rapporti di lavoro a termine, che inevitabilmente sono soprattutto quelli non prorogati e non rinnovati. A ciò si aggiunge il calo di altre forme di temporaneità lavorativa, quale è quella della somministrazione e del lavoro a chiamata.

 


Molto positiva è stata la misura del blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, grazie alla quale si è registrata una riduzione del 46,7% delle cessazioni dei rapporti di lavoro stabili. Ciò si è tradotto in 333 mila occupati a tempo indeterminato che non sono entrati nelle fila della disoccupazione.

 


Questo quadro di conoscenza dei dati amministrativi, ci permette di comprendere meglio se le misure messe in campo durante questa emergenza sanitaria, stanno funzionando o meno in termini di tenuta occupazionale. Sicuramente il risultato, per alcuni aspetti è positivo, come nel caso della cassa integrazione Covid e blocco dei licenziamenti, per i quali è indispensabile una proroga non di breve termine. Dall’altra, sul versante dei contratti a termine, la necessità di prorogare, almeno per tutto il 2021 la deroga sulle causali è di fondamentale importanza, per dare un certo respiro ai datori di lavoro e maggiore certezza lavorativa alle lavoratrici e lavoratori con tali contratti.


Ci sono, però, aspetti incerti che creano forte sofferenza per larga parte dell’occupazione. C’è necessità di misure ed indennità per tutti coloro che attendono con ansia l’emanazione del Decreto Sostegno, una piccola ma importante boccata d’ossigeno.



Roma, 18 marzo 2021