INAIL  - Ivana VERONESE
Veronese: Garantire alle categorie più a rischio misure di tutela adeguate
131.090 denunce di infortunio da Covid-19 nel 2020, 423 gli infortuni mortali
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22/01/2021  | Salute.  

 

 

La seconda ondata di contagi ha avuto un impatto, anche in ambito lavorativo, molto più intenso rispetto alla prima: 131.090 denunce di infortunio da Covid-19 nel 2020, 423 gli infortuni mortali. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio sulle denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19, pubblicato oggi dall’Inail che considera le denunce pervenute all’Istituto al 31 dicembre 2020: 75.500 le denunce di infortunio nel trimestre ottobre-dicembre (57,6% del totale) contro le 50.500 effettuate tra marzo e maggio (38,5%).

Questa cifra che – come si legge nel report Inail – è destinata ad aumentare per effetto del consolidamento dei dati, fornisce peraltro un quadro solo parziale degli effetti del Covid-19 tra le lavoratrici e i lavoratori.

Non possiamo infatti non considerare i tanti lavoratori e lavoratrici non assicurati Inail, come medici e odontoiatri liberi professionisti e convenzionati (ma anche autonomi, lavoratori delle forze armate ed altri), attualmente impegnati in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus e che sfuggono alle statistiche ufficiali rese dall’Inail.

L’andamento dei contagi, anche nei luoghi di lavoro, non accenna quindi ad arrestarsi, anzi. Il dato di oggi, pari al 23,7% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro nel 2020 e al 6,2% dei contagiati nazionali totali comunicati dall'Iss, è ancora troppo alto.

Occorre garantire alle categorie più a rischio, per esposizione professionale e per particolari condizioni di fragilità e vulnerabilità, misure adeguate di tutela anche attraverso il ricorso a modalità alternative di svolgimento dell’attività lavorativa o all’adibizione a diversa mansione, sempre nella salvaguardia del posto di lavoro e della copertura retributiva e contributiva.

Va chiarito, una volta per tutte, che il periodo di ricovero ospedaliero, per l’assenza da lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori “fragili” – così come disciplinato dall’art. 26, commi 2 e 2-bis del Cura Italia e reintrodotto, dalla Legge di Bilancio 2021, a partire dal 1° gennaio 2021 fino al 28 febbraio 2021 - non debba essere computato ai fini del comporto e al periodo massimo di erogazione previsto dai CCNL e dall’Inps.

 

Roma, 22 gennaio 2021