MEZZOGIORNO E FONDI EUROPEI 2021-2027  - Ivana VERONESE
Veronese: Incontro proficuo con il ministro Provenzano
Fondi comunitari ammontano a circa 80 miliardi di euro
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29/12/2020  | Sindacato.  

 

 

È stato sicuramente un incontro proficuo quello tra UIL, CGIL e CISL con il Ministro Provenzano, che si è tenuto nella serata di ieri, per affrontate i temi legati allo sviluppo del Mezzogiorno e all’impiego dei Fondi comunitari per la programmazione 2021-2027 che ammontano, tra risorse europee e cofinanziamento nazionale, a circa 80 miliardi di euro.

 

Il Mezzogiorno sta pagando un prezzo salato alla crisi economica dovuta alla pandemia in termini di lavoro e di tenuta sociale. 

 

Il rischio concreto è quello di allargare il divario con il resto del Paese.

 

Abbiamo fatto presente al Ministro come vada aggiornato, implementato e attuato concretamente il Piano Sud 2030, che non può essere esaustivo delle misure, pur condivisibili, messe in campo con la Legge di Bilancio per il 2021, quali la fiscalità di vantaggio produttiva, la proroga del credito di imposta-investimenti e le assunzioni di 2.800 giovani nella pubblica amministrazione.

 

Al Sud occorrono urgenti e massicci investimenti in infrastrutture materiali, digitali, sociali e sanitarie, oltreché per potenziare la medicina territoriale, per ammodernare il patrimonio sanitario pubblico ormai vetusto, per digitalizzare i servizi e diffondere la telemedicina.

 

Da questo punto di vista abbiamo fatto presente al Ministro come le azioni previste per la sanità, sia dal piano della Next Generation EU sia quelle previste dall’Accordo di Partenariato per la programmazione delle risorse comunitarie 2021-2027, sono insufficienti se non si attivano anche le risorse del MES. Così come vanno implementate le azioni e gli investimenti per far ripartire la filiera del turismo e della cultura e, inoltre, per rafforzare le misure a favore dell’occupazione giovanile e femminile.

 

Occorre rendere resiliente il tessuto produttivo attraverso una rinnovata politica industriale che miri alla capitalizzazione ed internazionalizzazione delle imprese. 

 

Urge, poi, un grande piano di rigenerazione amministrativa con assunzioni ben oltre il turn over ed un programma straordinario di formazione e aggiornamento del personale attualmente impiegato.

Bisogna spendere presto e bene tutte le risorse europee e nazionali dedicate alla coesione con programmi coerenti e complementari tra le varie fonti di spesa.

 

Infine, abbiamo sollecitato il Ministro affinché le risorse della Next Generation EU destinate al Mezzogiorno non si limitino soltanto a rispettare la clausola del 34%, ma si vada oltre tale percentuale, perché la riduzione dei divari territoriali è la priorità del Paese.

 

Roma, 29 dicembre 2020