DL RILANCIO  - Ivana VERONESE
Veronese: proroga di ulteriori nove settimane per interventi di CIG e Assegno Ordinario è ancora insufficiente
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11/05/2020  | Occupazione.  

 

 

 

 

Dal Decreto Rilancio, che sarà sul tavolo del Consiglio dei Ministri nelle prossime ore, ci aspettiamo innanzi tutto interventi che garantiscano una tutela economica a tutti i lavoratori e le lavoratrici che sono stati “dimenticati” dal Decreto Cura Italia.

 

Ma soprattutto ci aspettiamo che il Governo, come promesso, dia continuità agli interventi di Cassa Integrazione ed Assegno Ordinario senza alcuna esitazione, sostenendo le imprese ed i datori di lavoro che stanno faticosamente cercando di riprendere le attività dopo la fase più dura dell’emergenza sanitaria.

 

Come Uil abbiamo a più riprese sostenuto che le nove settimane di Cassa Integrazione, previste dal Cura Italia, fossero insufficienti.

 

Oggi immaginare una proroga degli interventi solo per altre nove settimane continua, a nostro parere, ad essere ancora insufficiente.

 

Pensare poi di frammentarle in due periodi significherebbe per molte imprese e lavoratori rimanere senza alcun tipo di sostegno proprio nella fase più delicata in cui il nostro sistema produttivo sta tentando faticosamente di rialzare la testa.

 

Le imprese passeranno in questi giorni dal blocco totale delle attività alle parziali riaperture che comunque comporteranno necessariamente l’utilizzo di cassa integrazione per una parte del personale in forza.

 

In questi casi la sospensione delle attività anche per un solo lavoratore per un mese comporta l’utilizzo per l’impresa di 4 settimane di cassa integrazione e se dovesse mancare la copertura della cassa integrazione l’unica alternativa è la sospensione non retribuita ora ed il licenziamento appena si toglie il divieto e questo per noi non è accettabile.

 

E’ quindi necessario trovare le risorse necessarie per garantire la cassa integrazione per tutto il tempo necessario e pur consapevoli delle enormi difficoltà incontrate nell’implementazione di un intervento così vasto ed eterogeneo, vogliamo ribadire che la principale priorità, tra le tante che hanno necessità di risposte immediate, rimane il lavoro, la sua tutela, la salvaguardia delle imprese e dei milioni di posti di lavoro che esse generano.

 

 

Roma 11 maggio 2020

 

 

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