COVID19 – RICADUTE OCCUPAZIONALI  - Ivana VERONESE
Veronese e Proietti in videoconferenza per l’audizione alla Commissione Lavoro del Senato su ricadute occupazionali del covid19
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05/05/2020  | Occupazione.  

 

 

DICHIARAZIONE STAMPA DEI SEGRETARI CONFEDERALI UIL, IVANA VERONESE E DOMENICO PROIETTI

 

 

Nell’ambito dell’odierna Audizione alla Commissione Lavoro del Senato sulle ricadute occupazionali dell’epidemia Covid19, la UIL ha espresso, attraverso le parole della Segretaria Ivana Veronese, come alcune misure abbiano finora aiutato il mantenimento del tessuto occupazionale, ma anche come ci sia bisogno di politiche di sostegno per molte altre situazioni di fragilità in atto nel nostro mercato del lavoro.

 

Tra le misure che hanno contrastato un aumento della disoccupazione, va dato merito alle misure del blocco dei licenziamenti e al sistema degli ammortizzatori sociali. La Uil chiede che tali misure vengano procrastinate anche con il prossimo Decreto, insieme a una deroga alle causali del contratto a tempo determinato, per evitare che molti precari siano lasciati a casa. Per la Veronese, occorre inoltre anche un percorso di emersione dal nero, attraverso la regolarizzazione sia di italiani che stranieri, a partire da chi lavora in agricoltura, settore domestico, turismo, edilizia, terziario.

 

Occorre, inoltre, maggiore attenzione alle donne, target di popolazione già debole ieri e, oggi, ancora di più. A loro è ancora troppo affidato il compito di cura: con le scuole e gli asili chiusi va loro garantita la retribuzione all’80%. I congedi attuali non sono sufficienti e c’è il rischio che escano dalla crisi ancora più povere. 

 

E poi, non ultime e non meno importanti, la questione Mezzogiorno e l’accelerazione della spesa dei fondi europei, del fondo sviluppo e coesione e delle risorse ordinarie per gli investimenti che vanno canalizzati per evitare che il Mezzogiorno esca più fragile da questa crisi.

 

Per ripartire domani, serve anche un rafforzamento degli investimenti in formazione e competenze, su cui occorre iniziare a lavorare subito.

 

Sul versante previdenziale, il Segretario Confederale Uil, Domenico Proietti, ritiene necessaria una flessibilità diffusa di accesso alla pensione intorno a 62 anni. Si tratta di un intervento che oltre a riallineare il sistema previdenziale italiano a quello che avviene in Europa, si configura come uno strumento importante per garantire una tutela alle persone che saranno espulse dal mercato del lavoro a causa delle conseguenze economiche del coronavirus. È poi necessario, nell’ambito dei molteplici interventi di sostegno ai redditi, prevedere una misura a favore delle pensioni in essere, estendendo il beneficio della quattordicesima a quelle fino a 1.500€ mensili. Questi sono interventi utili ed efficaci nell’azione di ricostruzione economica e sociale del nostro Paese.

 

 

 

 

Roma, 5 maggio 2020

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