SINDACATO  - PierPaolo BOMBARDIERI
Bombardieri: “Siamo al fianco di Assocapp per tutela previdenziale calciatori”
Incontro con Beppe Dossena al Congresso della Uil Liguria
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16/06/2026  Sindacato.  

“Chiediamo che venga fatta piena chiarezza sulla gestione del ”Fondo fine carriera calcio“, un fondo di previdenza integrativa del settore: da cinquant’anni a questa parte, decine di migliaia di calciatori hanno versato contributi obbligatori destinati a garantire una tutela economica al termine della loro carriera: oggi chiedono semplicemente di conoscere come sono state gestite queste risorse accantonate con il loro lavoro. Chiediamo trasparenza“.

È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine del congresso della Uil Liguria, dove ha incontrato l’ex calciatore, Beppe Dossena, che, con la sua associazione Assocapp, da tempo, si sta impegnando su tale fronte. La Uil ha deciso di sostenere questa battaglia.

“Nel calcio non ci sono solo le grandi stelle: spesso, i calciatori, soprattutto quelli delle serie minori, sono lavoratori che percepiscono compensi modesti e, a volte, solo rimborsi. Moltissimi di loro - ha proseguito Bombardieri - non hanno copertura assicurativa per la sicurezza sul lavoro e hanno bisogno di tutele, a cominciare proprio dai rispetto dei diritti previdenziali. Gli iscritti a questo fondo, dunque, devono poter conoscere con chiarezza i criteri di gestione, gli investimenti effettuati, le rivalutazioni riconosciute e le prospettive future. La Uil sarà al fianco anche di questi lavoratori“.

Bombardieri, poi, sollecitato dalle domande dei giornalisti, è tornato anche sulla questione sicurezza: “È una guerra civile: sono più i morti sul lavoro che quelli per mano della mafia. Ecco perché - ha sottolineato il leader della Uil - bisogna puntare, oltreché sulla prevenzione e sulla formazione, anche sull’istituzione sia di una procura speciale sia del reato di omicidio sul lavoro. Inoltre, bisogna porre un argine agli appalti a cascata e alle gare al massimo ribasso e occorre modificare la patente a punti che non ha dato risultati”.

Infine, la questione Ilva: “Quei lavoratori non possono continuare a vivere solo di cassa integrazione. L’Ilva è sostanzialmente chiusa e c’è bisogno di lavoro e di soluzioni utili anche a far pace con il territorio. Peraltro, non si vedono imprenditori pronti a investire rischiando in proprio. Certo - ha concluso Bombardieri - la partecipazione dello Stato potrebbe essere una strada, ma sarebbe davvero risolutiva o servirebbe solo a prolungare l’agonia?”.

Roma, 16 giugno 2026