“È una bella storia, di impegno e di lotte delle lavoratrici e dei sindacati che hanno sostenuto questa battaglia; è la dimostrazione che, quando si lavora tutti insieme per raggiungere l’obiettivo, ce la si può fare”.
È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine del congresso della Uil Emilia Romagna, ricevendo il francobollo celebrativo della vertenza dello stabilimento bolognese della “Perla”, vicenda risoltasi positivamente, dopo oltre due anni di battaglie e di confronti, con la ripresa dell’attività, a pieno ritmo ormai da qualche mese a questa parte.
“È una bella storia, perché si era partiti da un piano di smembramento e di delocalizzazione ma, alla fine - ha sottolineato Bombardieri - siamo riusciti a difendere il marchio, la specificità dell’azienda e, soprattutto, il lavoro. Questa storia sia di esempio per le Istituzioni e per la politica, per approcciare correttamente le altre vertenze aperte, a cominciare da quella dell’Electrolux. Quest’ultima realtà, nel corso degli anni, ha beneficiato degli incentivi statali e, quindi, dei soldi nostri. Se l’azienda chiude o delocalizza - ha ribadito il leader della Uil - la politica deve chiedere che quei soldi, serviti per mantenere il lavoro e rispettare il territorio, vengano restituiti. Il piano industriale di Electrolux, dunque, va ritirato”.
Infine, sollecitato dalle domande, Bombardieri è tornato nuovamente sulla questione Europa: “Condivido pienamente le critiche sia di Orsini sia di Meloni a questa Europa: non è quella dei popoli e della solidarietà che noi vogliamo. Si parla delle grandi transizioni economiche e tecnologiche, ma non ho mai sentito i commissari e i parlamentari di Bruxelles parlare di transizione sociale. È un’Europa assente, di tecnocrati che abitano sulla Luna e che non vivono le difficoltà e le sofferenze delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori. Nessuno vuole un debito fuori controllo - ha concluso Bombardieri - ma servono investimenti come il Next generation e il programma Sure, per puntare alla crescita e per salvaguardare e rilanciare l’occupazione”.
Bologna, 28 maggio 2026




