“È ovvio che la siderurgia è un asset industriale imprescindibile per il nostro Paese e, dunque, la mia è una provocazione, ma, allo stato attuale, lo ribadisco, l’Ilva è chiusa. Prima si comincia a capire cosa succede e cosa si può fare per il dopo, prima si fa un buon servizio sia agli oltre diecimila lavoratori, che vivono in cassa integrazione e che vogliono un lavoro, sia a un territorio in cui una parte ormai l’Ilva non la vuole più”.
È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine di un’assemblea alla raffineria Eni San Nazzaro de Burgondi, in provincia di Pavia, dove la Uil è la prima Organizzazione con adesioni in crescita.
“Oggi, per noi, le priorità sono la tutela dei lavoratori e l’individuazione di giuste soluzioni per far pace con un territorio che ha subito, in tutti questi anni, i silenzi e le contraddizioni della politica, nazionale, regionale e comunale, che deve assumersi le proprie responsabilità. Continuiamo, infatti - ha proseguito Bombardieri - ad assistere a situazioni incredibili. È in corso una trattativa con un fondo americano e non abbiamo ancora visto un piano industriale: notoriamente, i fondi non fanno beneficenza e mi chiedo, dunque, perché dovrebbero essere interessati all’Ilva. E, peraltro, contemporaneamente, il ministro Urso tratta con Jindal: fossi un imprenditore, avrei qualche perplessità. Intanto, sono morti due lavoratori per mancanza di manutenzione e c’è una situazione di immobilismo. Ecco perché - ha sottolineato il leader della Uil - è tempo di pensare al futuro dei lavoratori e della città: quel sito può essere ripreso, ripulito e rilanciato con quegli stessi lavoratori e - ha ribadito Bombardieri, concludendo - trovando soluzioni che consentano anche di far pace con il territorio”.
Roma, 13 marzo 2026




