Bellaria, 1 ottobre 2012  - PierPaolo Bombardieri
Conferenza d'Organizzazione e dei Servizi UIL
La relazione introduttiva di Carmelo Barbagallo, Segretario Organizzativo.
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01/10/2012  | Sindacato.  

 

VIII CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE E DEI SERVIZI DELLA UIL

Bellaria (RN) 1, 2, 3 ottobre 2012

 

Relazione di Carmelo Barbagallo, Segretario Organizzativo Uil

 

 

Cari compagni ed amici, cari delegati e invitati, gentili ospiti, mi sento “molto motivato” nell’accingermi alla relazione introduttiva di questo appuntamento Uil, ottavo di una serie, che questa volta abbiamo deciso di chiamare, per una serie di ragioni, Conferenza di Organizzazione e dei Servizi.

 

Sono un iscritto alla Uil che ha avuto la fortuna di ricoprire incarichi diversi e a diversi livelli, e potete ben immaginare quante relazioni, quanti interventi, quante volte ho avuto modo di parlare ad una platea di sindacalisti e fra colleghi. Ma questa volta, il compito di svolgere questa relazione, è ancor più impegnativo.

 

Il momento particolare in cui questa iniziativa viene a cadere è, infatti, davvero complicato. Non mi addentro nell’analisi della crisi economica complessiva del nostro paese, dell’Europa e del mondo intero, né del ruolo centrale che il sindacato si trova a giocare nel richiamare l’urgenza di politiche attive che favoriscano la ripresa e l’occupazione e costruiscano una speranza, anzitutto per i giovani. In un altro momento lo faremo e sarà il Segretario generale della nostra Organizzazione a fare il punto, fra incontri con il governo, iniziative Uil e unitarie, mobilitazioni del sindacato, richieste, strategie e obiettivi.

 

Questa crisi, fra le numerose altre implicazioni, ci spinge a ragionare su come il mondo attorno a noi sta cambiando velocemente, come il contesto in cui il sindacato si trova ad operare muta continuamente e velocemente. Vengono messe in discussione certezze che fino al giorno prima sembravano incrollabili. Cambiano gli scenari, si modificano le analisi e le soluzioni. Variano velocemente le posizioni dei diversi soggetti che agiscono sull’economia e nella società.  Si capovolgono quotidianamente posizioni politiche, si rovesciano alleanze e prospettive, si sconvolgono assetti e rapporti di forza.

 

Guardiamo, seppur sommariamente, ai cambiamenti verificatisi e a quelli in corso.

 

Anzitutto la profonda e prolungata crisi economica, come dicevo, che vede esposti gli Stati all’influenza dei mercati ed alle volontà degli organismi economici sovranazionali, ai danni prodotti da un’economia che ha affermato per anni la possibilità di creare ricchezza soprattutto con la finanza e gli strumenti speculativi anziché con il lavoro e lo sviluppo. È questo il modello che vogliamo combattere, il che implica la necessità di ripensare al concetto stesso di equilibrio economico globale e di sviluppo.

 

In questi anni sono intervenute rilevanti modifiche degli assetti dei poteri a livello istituzionale, non sempre coerenti: è stato ripensato il decentramento, promosso il federalismo, riaffermata una nuova centralità del territorio, reclamata una diversa rilevanza dell’Europa.

 

Si sono verificati grandi cambiamenti nel mondo del lavoro e della produzione, negli assetti dei sistemi produttivi con deindustrializzazione, ricombinazione delle filiere produttive, utilizzo di figure professionali nuove, ricorso massiccio alla flessibilità del lavoro con ampi fenomeni di precarietà. Nel frattempo abbiamo modificato gli assetti contrattuali e si è affermata l’importanza della bilateralità, per l’allargamento delle protezioni sociali dei lavoratori a fronte di una riduzione significativa delle risorse messe a disposizione dallo Stato.

 

Abbiamo assistito alla riduzione delle protezioni sociali e di alcuni diritti dei lavoratori e dei pensionati, con l’allontanamento dell’età pensionabile. La riforma Fornero, lo dico per inciso, è iniqua, dannosa, ingiusta e inapplicabile; dovremo presto metterci mano per cancellarla. Si è realizzata una diminuzione degli importi delle prestazioni previdenziali anche per l’entrata in vigore delle riforme pianificate negli anni scorsi. Negli enti previdenziali si avverte l’assenza nei luoghi di comando e di gestione dei rappresentanti del mondo del lavoro. L’affermarsi della necessità della tutela della salute e dell’ambiente non può realizzarsi a discapito dei sistemi e delle strutture produttive e dell’occupazione, in questo pensiamo all’Ilva di Taranto e non solo. 

 

Stentano a concretizzarsi alcune nostre rivendicazioni “storiche”, quale quella di una decisa lotta all’evasione e all’elusione fiscale e contributiva che abbassi la tassazione sul lavoro e sui trattamenti previdenziali. Si avverte la necessità di un ripensamento complessivo delle forme assistenziali. Si deve, inoltre, realizzare un diverso rapporto fra il cittadino e la pubblica amministrazione, profondamente modificata negli assetti, nelle prerogative e nelle modalità di intervento.

 

È cambiato tutto il sistema della comunicazione e dell’informazione grazie allo sviluppo ed alla diffusione di nuove tecnologie e strumenti a disposizione della gran parte dei cittadini. La scuola e tutto il settore della formazione e dell’apprendimento è stato profondamente modificato, e non sempre in meglio.

 

Sta trasformandosi lo stesso concetto di rappresentanza con la rivendicazione da parte dei cittadini e delle forze sociali di un maggior protagonismo e coinvolgimento nelle scelte del Paese, cui fa da contrasto una sostanziale crisi dei partiti e, più in generale, della politica i cui costi e autoreferenzialità non sono più tollerabili.

 

Si è sviluppata un’intensa, e per molti versi proficua, dialettica fra le stesse forze sindacali confederali che le ha portate a ritrovarsi assieme in significative battaglie e proposte, ma anche a scontrarsi aspramente nelle analisi e nell’individuazione delle soluzioni ai problemi. D’altra parte noi siamo convinti della necessità dei sindacati di “stare assieme” sugli obiettivi quando questi sono condivisi, perché l’unità sindacale deve essere prassi di azione e scelta nel merito, mai scelta ideologica “a prescindere”...

 

(il documento completo e la sintesi sono disponibili, in PDF, nel link sottostante).