FONDI SANITARI INTEGRATIVI  - Domenico PROIETTI
Proietti: fondi sanitari integrativi rimangano forma di sanità complementare al SSN
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13/02/2019  | Fisco.  

 

 

Dichiarazione di Domenico Proietti, Segretario Confederale UIL

 

 

I Fondi Sanitari Integrativi hanno assunto una dimensione rilevante, soprattutto sotto la spinta della contrattazione.

 

Per la UIL, questi devono rimanere una forma di Sanità complementare al Servizio Sanitario Nazionale che dispone di risorse pari al 6,6% del Pil, molto inferiori rispetto al 9,6% della Germania e al 9,5% della Francia, mentre la spesa privata continua a crescere, raggiungendo circa 39 miliardi.

 

Appare, quindi, evidente l’esigenza di allocare risorse nel SSN per riallinearlo alla media dei Paesi Europei.

 

È condivisibile l’obiettivo dell’indagine conoscitiva, promossa dal Parlamento, di fotografare la realtà dei Fondi sanitari integrativi, al fine di migliorarne la trasparenza e rafforzarne le performance.

 

I Fondi Sanitari di natura negoziale sono trasparenti e partecipati.

 

Per la UIL, occorre rendere pubblica l’anagrafe dei Fondi, riordinarne la vigilanza affidando alla Covip il compito di sovraintendere a tutto il welfare integrativo.

 

Per consentire un’ulteriore evoluzione, si deve razionalizzare l’offerta dei Fondi Sanitari Integrativi, che devono acquisire personalità giuridica e finalizzare le prestazioni sanitarie integrative ad una maggiore copertura dei servizi non previsti dal SSN.

 

La Uil chiede di aumentare la deducibilità dei contributi, che sono destinati ai Fondi Integrativi, perché parte integrante del salario dei lavoratori.

 

Questa fiscalità incentivante va mantenuta ed estesa perché totalmente bilanciata per le casse dello Stato dalle mancate detrazioni fiscali e dal contrasto di interessi.

 

 

Roma, 13 febbraio 2019

 

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