WELFARE  - Silvana ROSETO
Roseto: incrementare politiche attive per l'occupazione femminile
Focus Istat, madri sempre più sole e in povertà assoluta
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24/04/2018  | Welfare.  

 

 

L'Istat ci propone un focus "madri sole con figli" sulla condizione delle mamme in Italia con figli minori.

 

La fotografia è ancora una volta spietata e  conferma come essere madri nel nostro Paese, vuol dire misurarsi continuamente con situazioni critiche: condizioni economiche sempre più svantaggiate; mancanza d'integrazione e stabilità lavorativa; carichi di cura sempre più pesanti; difficoltà di fronteggiare i rischi quotidiani per sè e per i figli.

 

Nel biennio 2015/2016 ci sono sempre più nuclei  monogenitoriali con almeno un figlio minore, per un totale di 1 milione e 34 mila, di questi le madri sole sono l'86,4% ( 893 mila), mentre i padri molti meno (141 mila).

 

Le condizioni economiche delle madri sole peggiora sempre di più: l'11,8% del totale è in povertà assoluta, il 42,1% è a rischio povertà ed esclusione sociale e nel Mezzogiorno si arriva al 58%.

 

Nel 2016 lavora il 63,8% delle madri sole (nel 2006 erano il 71,2%), una su quattro è inattiva, l’11,8% è disoccupata.

 

Quasi la metà del totale delle madri sole non può far fronte ad una spesa imprevista, non può andare in vacanza, quasi 1 su 5 non riesce a pagare bollette, affitto o mutuo.

 

È necessario intervenire strategicamente per far fronte alla povertà materna coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e sociali, ponendo l'accento proprio sulla necessità e libertà di lavorare: ricordiamo infatti che gli ultimi dati dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro confermano come le donne (mamme) che si sono licenziate sono state  24.618 e hanno specificato motivazioni legate alla difficoltà di assistere il bambino (costi elevati e mancanza di nidi) o alla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia.

 

Sosteniamo pertanto la necessità di incrementare politiche attive per l'occupazione femminile, più misure nazionali a sostegno della conciliazione tempi di vita e lavoro, più condivisione delle responsabilità tra i genitori dei carichi di cura, equa distribuzione e presenza di servizi territoriali, soprattutto per la prima infanzia.

 

 

 

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