DDL POVERTA’  - Silvana ROSETO
Roseto: Timidi passi avanti su Ddl Povertà, ma dotazione ancora decisamente insufficiente
Abbiamo chiesto di tenere distinti percorso su povertà e riordino prestazioni assistenziali
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24/02/2016  | Sindacato.  

 

 

Finalmente il Governo ha chiarito alcuni equivoci durante l’illustrazione delle linee guida del Ddl povertà,  a partire dal tratto della misura che, pur settoriale in partenza, diventerà universalistico a regime, come da noi richiesto.

 

Inoltre, su nostra insistenza, si è impegnato a incrementare e intensificare i momenti di confronto con le parti sociali durante la costruzione dell’iter che si svilupperà in due fasi distinte (2016 e 2017). Infine, il Ministro ha assicurato pubblicamente che le pensioni di reversibilità non rappresenteranno materia di razionalizzazione.

 

Dal canto nostro, abbiamo altresì scandito con nettezza che siamo disponibili a condividere con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un percorso di collaborazione volto alla definizione di uno strumento organico e pro-attivo di contrasto alla povertà assoluta, ma non siamo disposti a barattarlo con l’eventuale riordino al ribasso della filiera delle prestazioni assistenziali. Bisogna evitare la competizione tra fragilità, una nuova guerra tra poveri. Dunque, in tal senso abbiamo chiesto di tenere distinti i due terreni e di dar vita, invece, ad un ragionamento di riforma complessiva del welfare che aggiunga diritti e tutele alle persone non autosufficienti, disabili e che sia d’aiuto alle famiglie e ai lavoratori.

 

E se davvero il contrasto al disagio sociale è una priorità nell’agenda anche del Governo, il modo per individuare ulteriori risorse superando la mera riallocazione delle risorse ed escludendo la tentazione di ridurre le tutele in essere c’è ed è lineare: l’aggressione alla spesa improduttiva e la lotta all’evasione.

 

 

Roma, 24 febbraio 2016

 

 

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