SALUTE  - Silvana ROSETO
Parte campagna ascolto e sensibilizzazione anche in ambito lavorativo contro i rischi dell’alcool
Roseto e Mannino: la UIL mette al centro la persona
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26/01/2016  | Salute.  

 

 

Mediante l’invio di questionari distribuiti in modo capillare a tutte le proprie articolazioni prende il via l’iniziativa di ascolto e informazione della UIL, in linea con la campagna di sensibilizzazione promossa dal Ministero della Salute, contro i rischi dell’abuso di alcool.

 

Per Maria Pia Mannino, responsabile del Coordinamento Nazionale Pari Opportunità e politiche di genere UIL, l’assunzione di alcool da parte delle donne è molto  aumentata  ed è diventato un fenomeno sociale spesso non rivelato perché nascosto nel privato. La mortalità per alcool correlato delle donne è tre volte superiore rispetto all’uomo. Oggi si inizia troppo presto quasi in fase adolescenziale  a fare  uso di alcool e le motivazioni psicologiche sono determinanti. Ben venga questa campagna affinché spieghi i danni di vario tipo a cui si va incontro con un uso smodato dell’alcool, che incide nella vita privata e nel lavoro.

 

La Segretaria Confederale UIL Silvana Roseto interviene sottolineando: “L’abuso di alcool è un’emergenza sociale incalzante che aggredisce le persone nella propria sfera privata, familiare e relazionale e può avere ricadute anche in ambito lavorativo e legale, mettendo a repentaglio la vita propria e degli altri.

 

Secondo l’Istat i comportamenti di consumo di alcol che eccedono rispetto alle raccomandazioni per non incorrere in problemi di salute hanno riguardato, nel 2014, 8 milioni e 265 mila persone, ovvero il 15,2% della popolazione. Si tratta, dunque, di un fenomeno tutt’oggi ancora di dimensioni allarmanti. Ecco perché la UIL si è fatta carico di intraprendere, sollecitare e sostenere iniziative propositive in tal senso. L’apporto strategico delle parti sociali in raccordo con le Istituzioni si configura come la strada più efficace per il contrasto alle dipendenze e per la protezione dei cittadini e dei lavoratori dai maggiori rischi. E, certamente, lo strumento più qualificato e agile è rappresentato dalla prevenzione – anche in riferimento all’abuso di alcool nei luoghi di lavoro –  su cui siamo convinti occorra dedicare più attenzione e risorse.”

 

 

Roma, 26 gennaio 2016 

 

 

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