“Stando ai dati Istat sulla tratta di esseri umani, nel 2025, le vittime di sfruttamento lavorativo sono 1.088. In particolare, 342 casi riguardano persone entrate con un visto per lavoro nell’ambito del decreto flussi. Di fronte a questi numeri ribadiamo quanto denunciamo da tempo: la rigidità delle quote, il meccanismo dei click day e le inefficienze amministrative possono aprire spazi all’intermediazione illegale, al lavoro nero e al caporalato”
È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.
“Servono canali di ingresso trasparenti, procedure più rapide e una programmazione coerente con i fabbisogni occupazionali, accompagnata dall’applicazione dei ccnl firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Inoltre - ha aggiunto Biondo - chi si sottrae allo sfruttamento deve poter contare su assistenza legale, alloggio, sostegno al reddito e accesso a un lavoro regolare. Infine, vanno rafforzati i servizi antitratta e il raccordo con sindacati, patronati e servizi territoriali, dando anche operatività ai Consigli territoriali per l’immigrazione. Dobbiamo fare di più contro la tratta e lo sfruttamento - ha concluso Biondo - per difendere la dignità, i salari e i diritti di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, impedendo che la concorrenza si costruisca sull’abuso e sulla vulnerabilità”.
Roma, 30 ottobre 2026




