“I dati Agenas sulle liste di attesa fotografano un servizio sanitario in affanno e inefficiente. Il vero nodo è il caos sulle priorità e la carenza di personale”.
È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo, commentando il primo bollettino nazionale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali sulle liste d’attesa.
“L’incremento delle prenotazioni e delle prestazioni erogate nei primi nove mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2025, non rende conto del reale disagio di cittadini e cittadine nel prenotare una visita o un esame diagnostico, nascondendo - ha aggiunto Biondo - forti disomogeneità e una diffusa tendenza a rinviare le prestazioni nel tempo. A livello nazionale la media del ricorso alla classe P, ovvero le prestazioni programmate fino a 120 giorni, sfiora il 35%, con picchi del tutto fuori scala in diverse regioni del Paese, dove si arriva a prescrivere ben due visite su tre senza carattere di urgenza immediata. Si tratta di una scorciatoia organizzativa che allunga i tempi della prevenzione, spingendo chi può verso il privato e chi non può, perché non ha risorse economiche, a rinunciare del tutto alle cure”.
“È indispensabile avviare subito un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni per coprire i vuoti d’organico, una gestione trasparente delle agende di prenotazione nonché - ha concluso Biondo - un forte investimento sulla medicina di territorio che è cruciale per decongestionare le strutture ospedaliere e garantire a tutte e tutti il proprio diritto costituzionale alla salute”.
Roma, 22 ottobre 2026




