“Sarà pur vero che hanno ritirato la minaccia di licenziamenti unilaterali, ma per arrivare ad un accordo bisogna salvare la fabbrica di Cerreto d’Esi e ridurre il numero degli esuberi che a ben vedere ammontano ancora a 1.385. Per sperare in un’intesa sarà determinante un contributo del Governo sulla competitività di un settore, quello degli elettrodomestici, che oggettivamente versa in stato di grande difficoltà”
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo, il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, e il segretario nazionale della Uilm, responsabile del settore elettrodomestici, Gianluca Ficco, al termine dell’incontro tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy presieduto dal ministro Urso.
“Electrolux ha parzialmente modificato il suo piano, portando la produzione complessiva prevista a 3,1 milioni annui di elettrodomestici, e riducendo gli esuberi a 1.250, di cui 650 operai e 600 impiegati, a cui però vanno aggiunti i 135 lavoratori a termine il cui contratto verrebbe fatto scadere, nonché in verità i 90 già scaduti e gli 80 nel frattempo usciti di propria volontà. C’è la disponibilità di Electrolux a smaltire gli esuberi in tre anni con cassa integrazione e con uscite incentivate volontarie, o più precisamente - hanno specificato Buonomo, Sperti e Ficco - basate sul principio della non opposizione. Quanto allo stabilimento di Cerreto d’Esi, Electrolux purtroppo, conferma la decisione di chiusura, con una disponibilità al momento generica di favorire un processo di reindustrializzazione. Sembra infine accantonata, o forse rinviata a un momento successivo, la dura discussione sulla organizzazione del lavoro e le cadenze. Con questo quadro ancora assai amaro - hanno concluso i sindacalisti della Uil - stride la pretesa della multinazionale di arrivare a un accordo entro il mese di ottobre”.
Roma, 5 ottobre 2026




