“È inaccettabile che una struttura sanitaria privata venga finanziata con risorse del SSN e, allo stesso tempo, costruisca la propria competitività comprimendo salari, diritti e condizioni di lavoro. La qualità di una prestazione sanitaria non può essere separata dalla qualità del lavoro di chi la garantisce”.
È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.
“La legge n. 118 del 2022, legge annuale per il mercato e la concorrenza, ha previsto una revisione della disciplina dell’accreditamento e degli accordi contrattuali tra Servizio sanitario nazionale ed erogatori privati, introducendo criteri legati alla qualità, all’appropriatezza e alla capacità erogativa. Tuttavia, questo percorso - ha segnalato Biondo - è segnato da rinvii e ritardi nell’attuazione. Chiediamo, dunque, che le Regioni nell’accreditamento e negli accordi contrattuali con gli erogatori privati prevedano una condizionalità sociale: l’applicazione del CCNL sottoscritto dalle Organizzazioni comparativamente più rappresentative, quale garanzia di una giusta retribuzione, della tutela dei diritti, della sicurezza e della dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori. Chi sfrutta il lavoro, pratica dumping contrattuale o fonda il proprio margine economico sulla compressione dei diritti - ha concluso Biondo - non può essere considerato un partner affidabile del servizio pubblico e deve essere escluso dall’accreditamento”.
Roma, 14 settembre 2026




