OCCUPAZIONE  - Ivana VERONESE
Veronese: “Dati Istat, quadro demografico e occupazionale allarmante”
“Servono interventi strutturali per servizi, conciliazione vita-lavoro e occupazione di qualità”
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01/09/2026  Sindacato.  

“Mettendo in relazione i dati sull’occupazione pubblicati oggi dall’Istat con le previsioni demografiche e occupazionali diffuse ieri dal medesimo istituto, emergono con chiarezza le fragilità del nostro mercato del lavoro, come invecchiamento, calo della natalità e spopolamento delle aree interne. Un quadro preoccupante e gravato dai divari di genere e generazionali”.

È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.

“L’Istat ha messo in evidenza un quadro demografico allarmante: entro il 2050, la popolazione in età lavorativa diminuirà drasticamente, le coppie senza figli saranno più numerose di quelle con figli e aumenteranno le persone che vivono sole come anche le famiglie monogenitoriali, costituite prevalentemente da madri single”.

“Davanti a questo scenario - prosegue la sindacalista della Uil - la politica deve assumersi la responsabilità di mettere in campo interventi strutturali in grado di creare condizioni favorevoli non solo alla natalità, ma anche alla piena partecipazione delle donne e dei giovani al mercato del lavoro. Servono investimenti nei servizi, nelle politiche per la famiglia, nella conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, nella formazione e nella qualità dell’occupazione.

Questo a maggior ragione alla luce dei dati di oggi sull’occupazione: a luglio il tasso di occupazione femminile si è attestato a poco più di 54 donne occupate ogni 100, con un divario di 17,3 punti percentuali rispetto agli uomini. Il tasso di inattività femminile resta inoltre circa il doppio di quello maschile, ed il tasso di disoccupazione giovanile torna a crescere coinvolgendo 19 giovani su 100“.

“Il calo demografico non è un destino inevitabile al quale rassegnarsi - conclude Veronese - occorre creare le condizioni perché più giovani e più donne possano lavorare, le famiglie possano scegliere di avere figli e il lavoro torni a essere un fattore di sicurezza, autonomia e dignità”.

Roma 1 settembre 2026