“Chiediamo interventi straordinari al Governo, per cambiare la traiettoria industriale di Electrolux e dell’elettrodomestico in Italia, non solo per mitigare le ricadute sociali”. Lo dichiarano Vera Buonomo, segretaria confederale Uil, Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, al termine dell’incontro tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy presieduto dal ministro Urso.
“Due delle tre problematiche poste da Electrolux - spiegano Buonomo, Sperti e Ficco - consistono nell’eccessivo costo della energia e nella irrazionalità delle normative europee: si tratta evidentemente di questioni che non rientrano nella disponibilità di sindacato e di impresa e che dunque implicano un intervento pubblico in sede nazionale ed europea. Quanto poi alla terza richiesta aziendale, vale a dire di rivedere l’organizzazione del lavoro, non si può certo pensare di supplire alle mancanze di politica industriale con la fatica dei lavoratori nelle fabbriche. Confidiamo quindi in una rinnovata politica industriale che salvaguardi il settore degli elettrodomestici e sblocchi la vertenza Electrolux”.
“Reputiamo inoltre insufficienti - proseguono Buonomo, Sperti e Ficco - le modifiche al piano industriale fino ad ora prospettate dalla direzione aziendale, poiché restano condizionate a eventi ancora incerti, e in ogni caso non scongiurano la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi né saturano le altre fabbriche. Infine, pesa la minaccia aziendale di ridimensionare in Italia anche le funzioni di staff, direzionali e di ricerca, che al contrario dobbiamo preservare al fine di mantenere all’interno degli stabilimenti la capacità di sviluppare nuovi prodotti e attrarre investimenti”.
“La trattativa - concludono Buonomo, Sperti e Ficco - ricomincerà a settembre alla cui ripresa speriamo di poter registrare novità rilevanti almeno in sede Europa, su modifica della CBAM e inclusione degli elettrodomestici fra i settori strategici. Intanto chiediamo alla azienda di interrompere immediatamente qualsiasi azioni unilaterale di delocalizzazione”.
Roma, 21 luglio 2026




