È quanto ha dichiarato Ia segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese
“Non ci aspettavamo un “piano casa Fanfani”, ma le risorse messe a disposizione dal Governo non appaiono sufficienti per dare adeguate risposte al bisogno di abitazioni. Il piano casa dovrebbe poggiare su 5 principi: emergenze; edilizia residenziale pubblica; housing sociale; affitti brevi; fisco. In primis - ha spiegato Veronese - occorre ripristinare le risorse del fondo per il sostegno agli affitti e per la morosità incolpevole e sono necessarie risorse per un rinnovato piano di edilizia residenziale pubblica da almeno 100 mila alloggi. Parallelamente - ha aggiunto Veronese - occorre finanziare interventi di housing sociale a costi sostenibili per le famiglie, composte per lo più da lavoratrici e lavoratori dipendenti. Quanto al tema degli affitti brevi, è doveroso concentrare gli sforzi per limitare, soprattutto nei centri storici, il numero delle licenze dei B&B attraverso una regolamentazione nazionale. Infine, bisogna agire sulla leva fiscale per contrastare il sommerso, rimodulare la disciplina IMU e innalzare al 23% l’aliquota della cedolare secca per gli affitti a canone libero. Ultimo, ma non meno importante - ha concluso Veronese - ci aspettiamo l’apertura di un tavolo per la messa a terra del piano, tante lavoratrici, lavoratori e pensionati oggi hanno difficoltà abitative, e vogliamo poter dare il nostro contributo in un confronto vero e franco”.
Roma, 30 aprile 2026




