“Il percorso di rientro del deficit, previsto dal Dfp, rischia di comprimere ulteriormente gli spazi per politiche espansive, incidendo negativamente su lavoro, welfare e coesione sociale”.
È quanto ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo.
“Sul piano fiscale, continua a gravare un carico sproporzionato su lavoratori dipendenti e pensionati, mentre restano deboli sia il contrasto all’evasione sia le misure di reale redistribuzione. Serve una riforma improntata all’equità, anche attraverso una tassazione degli extraprofitti. Inoltre – ha proseguito Biondo – il Dfp su previdenza, sanità e PNRR, è ancora troppo limitato e privo di una visione di lungo periodo. Senza un rafforzamento del welfare e della pubblica amministrazione, perdiamo l’occasione decisiva per modernizzare il Paese e ridurre le disuguaglianze. Occorre rimettere al centro il lavoro, rafforzare i servizi pubblici, orientare gli investimenti verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile e riaprire il confronto con le parti sociali. In questo quadro, serve un’Europa più forte e solidale. Non si può affrontare questa fase con un ritorno alle regole del Patto di stabilità. L’Unione dovrebbe promuovere investimenti, strumenti e politiche economiche comuni per sostenere sviluppo, occupazione e coesione”.
“Senza giustizia sociale non c’è crescita sostenibile, e senza crescita inclusiva non c’è stabilità. È su questo equilibrio - ha concluso Biondo - che vanno costruite le scelte economiche, nazionali ed europee”.
Roma, 27 aprile 2026




