ENERGIA  - UIL
Buonomo e Biondo: “Misure su caro energia da migliorare”
“Servono tempi più estesi, riduzione oneri di sistema e fisco più equo”
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19/03/2026  Sindacato.  

“Il rincaro dei carburanti è un problema immediato, ma l’impatto dei costi energetici rischia di gravare pesantemente anche sulle utenze domestiche di luce e gas. Data la difficoltà tecnica di calibrare interventi sociali realmente equi ai distributori, una protezione più efficace per le famiglie potrebbe avvenire con la riduzione degli oneri di sistema nelle bollette, a nostro avviso, componenti improprie per natura”.

È quanto hanno dichiarato i segretari confederali della Uil, Vera Buonomo e Santo Biondo.

“Inoltre – hanno ribadito Buonomo e Biondo - in un contesto di forte instabilità economico-sociale è necessario affiancare a queste misure un ripensamento complessivo del sistema fiscale, per una più equa redistribuzione dei redditi, soprattutto a favore delle persone in condizioni di maggiore fragilità. Pertanto, è imprescindibile rafforzare la progressività fiscale, intensificare il contrasto all’evasione e prevedere forme di tassazione sugli extra profitti, sulle rendite finanziarie e sulle grandi eredità. L’attuale stanziamento di 500 milioni di euro, per una riduzione di 25 centesimi al litro per soli 20 giorni, è una misura più simbolica che strutturale. Tra l’altro, essendo coperta con tagli lineari ai fondi dei ministeri, rischia di non incidere in modo duraturo sulla capacità di spesa dei cittadini. Nel Dl Bollette, invece, il limite principale è la scarsità di strumenti a sostegno diretto dei nuclei familiari: prevedendo la vendita di riserve di gas nazionale, riteniamo che i maggiori ricavi derivanti dai prezzi di mercato attuali debbano essere destinati prioritariamente a mitigare i costi delle utenze domestiche. Infine - hanno concluso i segretari confederali - è positivo il credito d’imposta per autotrasporto, pesca e agricoltura. Questi interventi servono a contenere la spinta inflattiva che si trasferisce dai costi di trasporto ai beni di prima necessità. Tuttavia, proprio per tutelare il potere d’acquisto, sarebbe stata opportuna una programmazione temporale più estesa”.

Roma, 19 marzo 2026