“Crediamo che la volontà del governo di sottoscrivere le intese preliminari con le Regioni sull’autonomia differenziata per quattro materie sia una forzatura della sentenza della Corte costituzionale”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“La Consulta ha indicato sette argomenti con profili d’incostituzionalità e ha dichiarato illegittimi 6 articoli su 11 della Legge sul regionalismo a geometria variabile. Inoltre - ha continuato la sindacalista della Uil - ha sancito che alcune materie non possono essere oggetto di devoluzione e che, in ogni caso, la devoluzione non può riguardare ‘intere materie’, bensì solo ‘determinate funzioni’. In più – ha sottolineato Veronese - l’alta Corte, come più volte affermato dalla Uil, ha ribadito che il godimento dei diritti civili e sociali deve essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, indicando anche una strada ben precisa per valorizzare il sistema delle autonomie: non un ‘regionalismo competitivo’, ma un regionalismo ‘cooperativo’, che salvaguardi l’unità e indissolubilità del Paese anche attraverso strumenti di perequazione e sussidiarietà. Occorre, quindi – ha concluso Veronese – assicurare efficacia, efficienza ed equità nell’allocazione delle risorse, tutelando l’eguaglianza dei cittadini nel godimento dei diritti e un’effettiva garanzia dei LEP”.
Roma, 17 febbraio 2026



