TASSE LOCALI  - Ivana VERONESE
Veronese: Dopo tre anni di blocco la pressione fiscale a livello locale torna ad aumentare
Seconda rilevazione sull’andamento delle tasse locali 2019
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01/08/2019  | Federalismo.  

 

A Cura del Servizio Politiche Territoriali della Uil

SECONDA RILEVAZIONE SULL’ANDAMENTO DELLE TASSE LOCALI 2019

L’IMU AUMENTA IN 215 COMUNI

566 COMUNI HANNO AUMENTATO L’ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF

1 CITTA’ SU 4 HA AUMENTATO LA TARI

 

 

Dopo tre anni di blocco degli aumenti delle aliquote delle imposte e tasse locali, da quest’anno ritorna la facoltà di manovrare di nuovo la leva fiscale a livello locale.

Se sul versante delle Regioni non sono stati apportati aumenti di aliquote, diversa e variegata è la situazione per quanto riguarda le tasse comunali.

Il quadro è ancora incompleto in quanto, non tutti i Comuni hanno pubblicato le aliquote dell’IMU e delle Addizionali Comunali IRPEF sul sito del Ministero dell’Economia.

 

Ma come sta andando?

 

Secondo la seconda rilevazione del Servizio Politiche Territoriali UIL, aggiornata al 26 Luglio, sulle tre maggiori imposte e tasse dei Comuni (IMU/TASI, IRPEF Comunale e TARI), non sono molti i Municipi che stanno rivedendo le aliquote e le tariffe, ma si tratta comunque di ritocchi di peso. 

 

Più contenuti gli aumenti dell’IMU/TASI, mentre si agisce di più sul versante delle Addizionali Comunali IRPEF. Il quadro che riguarda la TARI (Tassa Rifiuti) è più variegato.

 

Oltre ai rincari, fortunatamente si registrano anche alcune riduzioni (poche, in realtà).

 

Per quanto riguarda le Città capoluogo, non sono molte quelle che hanno apportato modifiche, perché la stragrande maggioranza aveva già portato il livello della tassazione al massimo (IMU/TASI e IRPEF Comunale), prima del blocco triennale delle aliquote.

 

IMU

 

Alla data del 26 luglio, le aliquote sono state quest’anno riviste al rialzo in oltre 215 Comuni, tra cui 4 Città capoluogo (Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino).

 

In particolare, ad Avellino l’aliquota per le seconde case e altri immobili tra IMU/TASI sale dal 10,5 per mille al 10,6 per mille; a Torino si sono modificate alcune aliquote e, in particolare, quella sulle case affittate a canone concordato sale dal 5,75 per mille al 7,08 per mille, mentre quella a canone libero dall’8,6 per mille al 9,6 per mille; a La Spezia, sempre sulle case affittate a canone concordato, l’aliquota sale dal 4,6 per mille al 6 per mille; a Pordenone sui negozi sfitti l’aliquota sale al 10,6 per mille dall’8,85 per mille.

 

Di segno opposto le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Vercelli dove le aliquote scendono. 

 

In particolare, a Firenze l’aliquota per le case affittate a canone libero scende dal 7,6 per mille al 5,7 per mille; mentre a Grosseto e Pavia scende rispettivamente dall’8,6 per mille all’8 per mille e dal 10,6 per mille al 9,6 per mille; a Lucca è stata azzerata la TASI; a Taranto l’aliquota per i fabbricati industriali passa dal’11,4 per mille al 10,6 per mille; a Vercelli l’aliquota per gli immobili locati passa dall’8,5 per mille all’8 per mille.

 

Poi ci sono moltissimi Comuni compresi alcuni capoluoghi, che, senza abbassare le aliquote, hanno però semplificato il sistema con l’accorpamento della TASI all’IMU.

 

ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF

 

Più gettonati gli aumenti delle aliquote delle Addizionali Comunali IRPEF, dove esistono maggiori margini di aumento: sempre alla data del 26 Luglio, su 4.078 Comuni, che hanno comunicato le loro scelte sul sito del Ministero dell’Economia, 566 (il 14% del totale) ha scelto di aumentare le aliquote e di rimodulare le esenzioni abbassandone la soglia, tra questi 7 Città capoluogo di provincia (Mantova, Rimini, Barletta, Avellino, Trapani, Lecce e Carrara). 

 

A Barletta, che suddivide l’aliquota in base al reddito, l’aliquota sul primo scaglione di reddito (15 mila euro) passa dallo 0,2% allo 0,5%; quella sul secondo scaglione di reddito (fino a 28 mila euro) passa dallo 0,4% allo 0,6%; quella fino a 55 mila euro di reddito passa dallo 0,6% allo 0,7%.

 

Ad Avellino l’aliquota passa dallo 0,7% allo 0,8%, confermando la soglia di esenzione a 15 mila euro; anche a Lecce passa dallo 0,7% allo 0,8% confermando la soglia di esenzione a 12.500 euro; mentre a Carrara da un sistema di aliquote progressive che andavano dallo 0,44% allo 0,8% quest’anno viene applicata l’aliquota unica dello 0,8%.

 

A Trapani la soglia di esenzione viene ridotta da 13 mila euro a 10 mila euro.

 

Mantovae Rimini hanno, invece, deciso di abbandonare l’aliquota “piatta” per il sistema degli scaglioni progressivi di reddito.

 

Rispettivamente a Mantova fino allo scorso anno c’era l’aliquota dello 0,4% e da quest’anno si applicheranno aliquote comprese tra lo 0,38% e lo 0,8%; mentre a Rimini dallo 0,3% dello scorso anno si passa ad aliquote comprese tra lo 0,55% e lo 0,8%.

 

Oltre ai rincari ci sono Comuni (122) che hanno scelto di diminuire il carico fiscale tra cui Bologna e Forlì.

 

A Bologna la soglia di esenzione passa dai14 mila euro dello scorso anno ai 15 mila euro di quest’anno; a Forlì la soglia è stata portata a 15 mila euro a fronte degli 8 mila dello scorso anno;  Lucca ha diminuito la prima aliquota (dallo 0,59% allo 0,58%); mentre Pisa aumenta la soglia di esenzione da 12 mila a 15 mila euro. 

 

 

ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF

Andamento aliquote

Numero Comuni

Aumentano

566

Confermano

3.390

Diminuiscono

122

Totale

4.078

 Elaborazione Servizio Politiche Territoriali UIL

 

 

TARI

Dalla rilevazione su una famiglia con abitazione di 80 mq e quattro componenti emerge che, nel 2019 la TARI aumenta in 44 Città capoluogo di Provincia (4 Città su 10), tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli; rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna; diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze e Venezia.

 

In particolare tra il 2018 e il 2019, a Matera si registra un aumento del 19,9%; a Catania del 17,9%; a Pistoia del 16,2%; a Imperia del 15,7%; a Chieti del 14,6%.

 

Invece, a Trapani nell’ultimo anno si assiste a una diminuzione del 16,8%; a Potenza del 13,7%; a Frosinone del 13,2%; ad Avellino del 7,8%%; a Pisa del 7,1%.

 

Nelle Città metropolitane, invece, la TARI aumenta del 17,9% a Catania; a Napoli e Messina dell’1,9%; a Palermo dell’1,5%; a Genova dello 0,8%; a Torino dello 0,7%. Rimane invariata a Bologna, Bari, Reggio Calabria, Milano e Roma. Diminuisce, invece, dell’1,5% a Cagliari e Firenze e del 2,6% a Venezia.

 

In valori assoluti, il costo maggiore si registra a Trapani con 550 euro medi l’anno a famiglia; a Benevento se ne pagano 492 euro; ad Agrigento  470 euro; a Reggio Calabria e Salerno 461 euro.  

 

Per quanto riguarda le grandi Città (Città metropolitane): a Cagliari la tassa sui rifiuti pesa per 447 euro medi a famiglia; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; a Catania 403 euro; a Bari 380 euro; a Genova 358 euro.

 

Si paga un po’ meno a Bologna (229 euro medi); a Firenze (235 euro); a Palermo (281 euro); a Roma (308 euro); a Torino (326 euro); a Milano (338 euro); a Venezia (342 euro).

 

CONCLUSIONI

 

Dopo tre anni di blocco delle imposte locali, spiega Ivana Veronese – Segretaria Confederale UIL, vi è una ripresa ad aumentare la pressione fiscale a livello locale. 

 

Riteniamo fondamentale riprendere il cammino delle riforme e completare il percorso del decentramento amministrativo e fiscale (federalismo amministrativo e fiscale), che si è bloccato negli ultimi anni.

 

Così come va semplificato il meccanismo, riunendo in un’unica imposta l’IMU  e la TASI, tanto più che le due imposte agiscono sulla stessa base imponibile. 

 

Occorre dare una “scossa” alla nostra economia e l’unica via è quella di ridare un po’ di fiato ai salari e alle pensioni.

 

La riforma del fisco, conclude Ivana Veronese, di cui tanto si parla in questi giorni, deve partire da un punto chiaro e ben preciso: meno tasse, a tutti i livelli, su salari e pensioni, per rilanciare il potere d’acquisto.

 

Agosto 2019

 

 

 

 

TARI ANNO 2019: I COSTI IN 105 CITTA’ CAPOLUOGO PROVINCIA TRA IL 2015 ED IL 2019

 

Utenze domestiche famiglia con 4 componenti e appartamento di 80 mq. reddito ISEE 25 mila euro. Nelle Città in cui è vigore la tariffa puntuale si è fatto riferimento agli “svuotamenti minimi” e le tariffe sono comprensive dell’IVA 10%. La TARI è comprensiva del tributo provinciale ambientale

 

 

Città

Tari 2018 in euro

Tari 2019 in euro

Differenza percentuale 2018-2019

Agrigento

477,88

469,60

-1,7

Alessandria

362,20

358,74

-1,0

Ancona

288,72

278,84

-3,4

Aosta

288,88

281,74

-2,5

Arezzo

295,97

305,67

3,3

Ascoli Piceno

191,52

185,64

-3,1

Asti

434,25

434,25

0

Avellino

388,34

358,15

-7,8

Bari

379,55

379,55

0

Belluno

168,59

170,36

1,0

Benevento

478,50

491,87

2,8

Bergamo

206,87

206,87

0

Bologna

228,48

228,48

0

Bolzano

195,18

211,47

8,3

Brescia

176,66

183,65

4,0

Brindisi

387,60

427,24

10,2

Cagliari

453,46

446,72

-1,5

Caltanissetta

294,54

294,54

0

Campobasso

262,94

272,05

3,5

Carrara

380,84

373,20

-2,0

Caserta

322,56

315,84

-2,1

Catania

341,88

403,20

17,9

Catanzaro

250,59

250,59

0

Cesena

278,42

262,41

-5,8

Chieti

358,41

410,75

14,6

Como

231,10

232,57

0,6

Cosenza

279,41

294,95

5,6

Cremona

203,15

205,18

1,0

Crotone

352,70

352,36

-0,1

Cuneo

215,49

221,11

2,6

Enna

282,97

276,26

-2,4

Firenze

238,79

235,10

-1,5

Fermo

191,52

190,68

-0,4

Foggia

361,90

361,90

0

Forlì

281,99

263,10

-6,7

Frosinone

416,00

360,96

-13,2

Genova

354,92

357,90

0,8

Gorizia

287,17

289,61

0,8

Grosseto

400,00

383,45

-4,1

Imperia

338,71

391,98

15,7

Isernia

209,12

209,12

0,0

La Spezia

249,75

248,37

-0,6

L’Aquila

417,28

417,28

0

Latina

354,06

362,32

2,3

Lecce

345,25

335,39

-2,9

Lecco

291,50

302,45

3,8

Livorno

344,80

344,80

0

Lodi

264,20

271,18

2,6

Lucca

289,32

283,04

-2,2

Macerata

178,98

178,98

0

Mantova

229,03

228,90

-0,1

Massa

367,27

369,83

0,7

Matera

318,86

382,22

19,9

Messina

429,49

437,66

1,9

Milano

338,44

338,05

0

Modena

280,75

280,75

0

Monza

321,64

319,70

-0,6

Napoli

433,98

442,43

1,9

Novara

162,10

163,80

1,0

Nuoro

355,61

355,61

0

Oristano

282,43

276,22

-2,2

Padova

219,95

233,58

6,2

Città

Tari 2018 in euro

Tari 2019 in euro

Differenza percentuale 2018-2019

Palermo

277,32

281,87

1,5

Parma

262,02

266,13

1,6

Pavia

283,04

285,32

0,8

Perugia

336,27

337,12

0,3

Pesaro

303,73

303,73

0

Pescara

313,46

325,71

3,9

Piacenza

273,55

273,55

0

Pisa

438,88

407,57

-7,1

Pistoia

316,71

368,14

16,2

Pordenone

183,90

180,22

-2,0

Potenza

154,47

133,38

-13,7

Prato

320,10

304,02

-5,0

Ragusa

444,10

430,64

-3,0

Ravenna

265,75

265,75

0

Reggio Calabria

460,78

460,78

0

Reggio Emilia

325,35

329,18

1,2

Rieti

355,00

343,41

-3,3

Rimini

261,48

260,72

-0,3

Roma

307,75

307,75

0

Rovigo

271,21

258,99

-4,5

Salerno

461,97

460,50

-0,3

Sassari

263,28

269,55

2,4

Savona

355,66

377,16

6,0

Siena

254,95

251,44

-1,4

Siracusa

425,58

425,58

0

Sondrio

210,26

215,09

2,3

Taranto

341,16

353,86

3,7

Teramo

318,62

318,62

0

Terni

256,40

256,40

0

Torino

324,16

326,38

0,7

Trapani

660,65

549,82

-16,8

Trento

185,55

185,55

0

Treviso

233,60

244,49

4,7

Trieste

303,93

325,02

6,9

Udine

180,10

190,81

5,9

Varese

249,14

250,53

0,6

Venezia

351,27

342,10

-2,6

Verbania

249,23

260,49

4,5

Vercelli

183,12

183,12

0

Verona

188,80

188,80

0

Vibo Valentia

186,19

190,30

2,2

Vicenza

210,50

210,50

0

Viterbo

231,56

255,76

10,5

Media nazionale

299,35

301,98

0,9

 
 

 

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