Gentile direttore,
ho seguito con una certa apprensione le vicende relative all'exploit dell'On.le Meloni e la legittima azione di Unar volta a richiamare la parlamentare ad un linguaggio e correttezza più consoni all'istituzione che rappresenta.
Inutile dire che anch'io considero quello della rappresentante di Fratelli d'Italia un esempio di cattivo gusto ed un'espressione di qualunquismo che troppo spesso sfocia in odio razziale e disinformazione volta a creare ostilità nei confronti degli stranieri che vivono e lavorano accanto a noi in Italia.
Certo condivido lo spirito della Costituzione quando, all'art. 68 dichiara che "i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse". Ma vorrei anche ricordare che esiste il decreto legislativo 215 del 2003 che sanziona ogni espressione di discriminazione e razzismo, in applicazione di precise direttive europee.
Quello che preoccupa, non è tanto la furbizia dell'On.le Meloni che approfitta del vantaggio di essere parlamentare ed utilizza la nostra Costituzione per tradirne lo spirito stesso (ad esempio l'art. 3 dei principi fondamentali). Preoccupa di più la spirale che sta travolgendo il ruolo stesso di UNAR.
Abbiamo più volte lamentato, come UIL e sindacato in generale, della scarsa autonomia che godeva l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che - a differenza di altri istituti in altri paesi - era sottoposto all'autorità dell'Esecutivo, rendendo la sua azione ed il suo scopo più o meno efficaci, a seconda del Governo di turno.
Negli anni la sua azione, pur meritoria, ha suscitato innumerevoli polemiche da parte del partito di turno e critiche dalle parti sociali, spesso poco coinvolte nell'azione di contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro e della società.
La crisi economica, la pressione migratoria e l'attuale situazione di emergenza dei rifugiati, rendono più acute le contraddizioni sociali e più censurabili i comportamenti di chi cerca nella guerra tra poveri un mezzo cinico per guadagnare voti.
In questo momento il ruolo di UNAR dovrebbe essere più incisivo e l'autonomia più forte. Invece vediamo il suo ruolo sempre più trascurato dalle stesse istituzioni, e la sua azione rallentata o addirittura paralizzata.
Ce ne doliamo e - mentre io le esprimo piena personale solidarietà per gli attacchi a cui lei è stato sottoposto e considererei ingiusto e punitivo se il suo incarico non venisse confermato - come UIL richiamiamo le istituzioni a l'urgenza di una piena applicazione delle direttive 2000/43/CE 2000/40/CE contro le discriminazioni razziali, ratificate con il dlgs 205/2003; il cui punto qualificante è la costituzione di un organismo autonomo ed efficace per combattere discriminazioni dirette ed indirette.
Cordiali saluti.
Giuseppe Casucci
Coord. Nazionale Dipartimento Politiche Migratorie UIL


