“ll Pnrr è ai titoli di coda: è ora di verificarne i risultati. Ma fin da subito chiediamo che i vari Pnrr dei diversi Stati membri non finiscano qui. Vanno resi strutturali“.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“Oggi si conclude il piano iniziato nel 2022 da 194 miliardi di euro. Cosa è successo in questi quattro anni? Abbiamo raggiunto tutti i target e gli obiettivi? Abbiamo concluso tutti i progetti? Sicuramente, il Pnrr ha fatto sì che la nostra economia non entrasse in recessione e questo è già un risultato. Ci dobbiamo chiedere, però - ha rimarcato Veronese - se abbiamo veramente colto l'essenza del Piano, per come era pensato: rendere il nostro Paese resiliente e preparato per affrontare le nuove sfide delle transizioni. Ecco perché giudicheremo la validità della messa a terra del piano in base alla creazione aggiuntiva di occupazione di qualità per giovani, donne e Mezzogiorno. Ma soprattutto - ha concluso Veronese - crediamo che l'Unione europea debba rendere strutturali i Pnrr dei vari Stati membri per consentire investimenti in nuove politiche industriali e per affrontare le sfide dell'intelligenza artificiale e dei cambiamenti climatici“.
Roma, 30 giugno 2026


